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	<title>Sito On. Roberto Occhiuto &#187; Interventi</title>
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	<description>Camera dei Deputati - UDC Unione di Centro</description>
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		<title>Fuga di cervelli: Intervento per dichiarazione di voto sulla proposta di legge.</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 09:07:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovani, Occhiuto (Udc): Pdl approvato oggi prima risposta a fuga
Roma, 25 MAG (Il Velino) &#8211; &#8220;Il problema dell&#8217;emigrazione intellettuale si risolve avviando quelle riforme in grado di rendere il nostro Paese piu&#8217; attraente per quei giovani che ogni anno lasciano l&#8217;Italia delusi dalla mancanza di prospettive professionali. Il provvedimento approvato oggi rappresenta un primo tentativo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovani, Occhiuto (Udc): Pdl approvato oggi prima risposta a fuga<br />
Roma, 25 MAG (Il Velino) &#8211; &#8220;Il problema dell&#8217;emigrazione intellettuale si risolve avviando quelle riforme in grado di rendere il nostro Paese piu&#8217; attraente per quei giovani che ogni anno lasciano l&#8217;Italia delusi dalla mancanza di prospettive professionali. Il provvedimento approvato oggi rappresenta un primo tentativo di arginare la cosiddetta &#8216;fuga di cervelli&#8217; perche&#8217; individua nel capitale umano l&#8217;elemento produttivo piu&#8217; importante. Politica e istituzioni devono compiere uno sforzo comune per incoraggiare il rientro dei nostri talenti in Italia. E&#8217; fondamentale porre l&#8217;attenzione sulla necessita&#8217; di rendere i giovani talenti una risorsa economica e sociale di sviluppo&#8221;.<br />
Lo ha dichiarato in Aula il capogruppo dell&#8217;Unione di Centro in Commissione Finanze della Camera, Roberto Occhiuto, esprimendo il voto favorevole dell&#8217;Unione di Centro alla proposta di legge &#8220;Incentivi fiscale per il rientro dei lavoratori in Italia&#8221;.</p>
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		<title>Banca Euromediterranea: la dichiarazione finale di voto affidata a Roberto Occhiuto</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 21:25:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
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AULA  – 12 maggio 2010
Seguito della discussione  delle mozioni D&#8217;Antoni ed altri n. 1-00362, Messina ed altri n. 1-00363 e Bernardo ed altri n. 1-00364, concernenti iniziative per l&#8217;istituzione  della Banca euro-mediterranea
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione  di voto l&#8217;onorevole Occhiuto. Ne ha facoltà.
ROBERTO  OCCHIUTO. Signor  Presidente, intervengo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 1ex;">
<div><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/qqo6kPkHb3k&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/qqo6kPkHb3k&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><strong>AULA  – 12 maggio 2010</strong></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><strong>Seguito della discussione  delle mozioni D&#8217;Antoni ed altri n. </strong></span><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getDocumento.aspx?idLegislatura=16&amp;tipoDocumento=si&amp;idDocumento=1-00362" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><strong><span style="text-decoration: underline;">1-00362</span></strong></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><strong>, Messina ed altri n. </strong></span><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getDocumento.aspx?idLegislatura=16&amp;tipoDocumento=si&amp;idDocumento=1-00363" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><strong><span style="text-decoration: underline;">1-00363</span></strong></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><strong> e Bernardo ed altri n. </strong></span><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getDocumento.aspx?idLegislatura=16&amp;tipoDocumento=si&amp;idDocumento=1-00364" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><strong><span style="text-decoration: underline;">1-00364</span></strong></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><strong>, concernenti iniziative per l&#8217;istituzione  della Banca euro-mediterranea</strong></span></p>
<p><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getSchedaPersonale.aspx?idLegislatura=16&amp;idPersona=50447&amp;webType=Intranet" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">PRESIDENTE</span></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">. Ha chiesto di parlare per dichiarazione  di voto l&#8217;onorevole Occhiuto. Ne ha facoltà.</span></p>
<p><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getSchedaPersonale.aspx?idLegislatura=16&amp;idPersona=302969&amp;webType=Intranet" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">ROBERTO  OCCHIUTO</span></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">. Signor  Presidente, intervengo brevemente per dichiarare il voto favorevole  del mio gruppo, dell&#8217;Unione di Centro, su questa mozione e dico subito  che non abbiamo le preoccupazioni testè rappresentate, invece,  dai colleghi dell&#8217;Italia dei Valori. Noi siamo convinti che battersi  per l&#8217;istituzione della Banca euro-mediterranea significhi battersi  per un&#8217;istituzione importante, non per il solito carrozzone.<br />
Vorrei segnalare semplicemente che l&#8217;istituzione di tale banca rappresenterebbe  la creazione di un istituto emanazione della Banca europea per gli investimenti,  la quale nel corso degli anni passati ha saputo ritagliarsi grande prestigio  e autorevolezza per sua la capacità di assistere investimenti importanti  nella direzione dello sviluppo.<br />
È vero invece che, nonostante gli impegni assunti in Europa nel corso  degli anni, dal processo di Barcellona in poi, gli interventi per lo  sviluppo dell&#8217;area del Mediterraneo sono stati circoscritti a pochi  casi, per esempio quelli relativi al FEMIP, al Fondo euro-mediterraneo  d&#8217;investimento e partenariato. Vi sono stati 125 interventi in sei anni,  quindi pochi e spesso poco significativi.<br />
In questa mozione si chiede, in sostanza, di trasformare il FEMIP in  una vera e propria banca partecipata al 51 per cento dalla Banca europea  per gli investimenti. Noi siamo favorevoli all&#8217;istituzione della Banca  euro-mediterranea, siamo favorevoli a che questa mozione possa essere  di qualche utilità per il Governo, anche in sede europea, per avviare  e promuovere questo processo, ma siamo favorevoli anche perché questa  mozione, di fatto, recupera l&#8217;interesse del Parlamento e della comunità  politica nei confronti di un tema che spesso è sottovalutato, se non  addirittura ignorato, non solo in Europa, ma anche in Italia: il tema  del rapporto tra l&#8217;Europa e l&#8217;area del Mediterraneo. Eppure quest&#8217;area  potrebbe essere di grande interesse, per l&#8217;Europa e per l&#8217;Italia, perché  comprende 900 milioni di abitanti e sta sperimentando in questi anni  importanti occasioni di crescita; mi riferisco, per esempio, a quanto  sta avvenendo nel distretto di Tangeri in Marocco, in Tunisia, nei poli  dell&#8217;agro-alimentare e della meccanica, del tessile di Monastir, e laddove,  sempre nell&#8217;area del Mediterraneo, si stanno sviluppando dei poli di  tutto rispetto anche nel campo delle biotecnologie e delle energie rinnovabili.Non  possiamo stare a guardare. Abbiamo il compito di candidarci a ciò che  di fatto la natura ci ha candidati ad essere: una piattaforma logistica  naturale tra l&#8217;Europa e i Paesi dell&#8217;area del Mediterraneo. È una grande  opportunità soprattutto per il nostro Paese, il quale potrebbe utilizzare,  in questa direzione, il vantaggio competitivo che avrà ancora per qualche  anno &#8211; non sappiamo ancora per quanti &#8211; nei settori della logistica,  della dotazione infrastrutturale, del <em>know-how</em> e delle tecnologie,  che ancora i Paesi dell&#8217;area del Mediterraneo non posseggono come l&#8217;Italia.  Sono particolarmente contento &#8211; e così mi avvio a concludere &#8211; che  nella mozione, che reca la firma di tutti i gruppi parlamentari, si  chieda all&#8217;Unione europea di stabilire la sede della Banca euro-mediterranea  in una grande città del Mezzogiorno. Si prevede, quindi, all&#8217;unanimità  di dare al Mezzogiorno questa opportunità: è un approccio diverso rispetto  al modo tradizionale di rivolgersi ai problemi dello sviluppo del Mezzogiorno.  In questo modo si considerano le regioni del Mezzogiorno delle aree  che possono offrire un potenziale di crescita a tutto il Paese, se solo  avessero le capacità di affacciarsi nell&#8217;area del Mediterraneo, in  maniera intelligente, diventando il corridoio naturale tra l&#8217;Europa  e questi Paesi, dove si potrà verificare, nei prossimi anni, un maggiore  incremento della prodotto interno lordo. Se l&#8217;Europa e anche il nostro  Paese avessero la capacità &#8211; come io mi auguro che abbiano &#8211; di sviluppare  una vera e concreta politica industriale, che guardi a questa opportunità  inespressa dei Paesi del Mediterraneo e del loro rapporto con le regioni  del Mezzogiorno, noi potremmo dare una grande occasione di crescita  alle regioni delle sud e quindi al Paese, il quale cresce solo se crescono  le regioni del sud. Potremmo partecipare in maniera virtuosa, esprimendo  con azioni concrete il nostro impegno alla discussione che c&#8217;è stata  in questi giorni in Europa, la quale ha dimostrato di sapersi porre  a difesa dell&#8217;euro, rappresentando, altresì, anche ai Paesi che compongono  l&#8217;Europa la necessità di guardare ai problemi della crescita. Noi spendiamo  più di quello che produciamo: questo è il problema del debito pubblico  nei Paesi occidentali e in Europa. La strada è certamente quella di  mettere in sicurezza i conti, ma anche di tentare di esprimere quelle  potenzialità che sono rimaste inespresse fino ad ora e che possono  essere un&#8217;occasione di crescita ulteriore per l&#8217;Europa. Quest&#8217;ultima  ha infatti la necessità di far crescere il suo prodotto interno lordo,  magari individuando altri percorsi, guardando, oltre che al nord dell&#8217;Europa,  anche al sud, e rivolgendosi ai Paesi del Mediterraneo, i quali, insieme  al Mezzogiorno d&#8217;Italia, possono dare tanto al nostro Paese e all&#8217;Europa  intera <em>(Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro)</em>.</span></div>
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		<title>Dichiarazione di voto ddl &#8220;incentivi&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 21:01:11 +0000</pubDate>
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(Dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia &#8211; Emendamento Dis. 1.1 del Governo &#8211; A.C. 3350-A)
Aula 5 maggio 2010
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l&#8217;onorevole Occhiuto. Ne ha facoltà.
ROBERTO OCCHIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli rappresentanti del Governo, comprendiamo bene che lamentarsi per la posizione, da parte del Governo, dell&#8217;ennesima questione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="534" height="422" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/UePrWVV8CgQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="534" height="422" src="http://www.youtube.com/v/UePrWVV8CgQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">(Dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia &#8211; Emendamento Dis. 1.1 del Governo &#8211; A.C. 3350-A)</p>
<p style="text-align: justify;">Aula 5 maggio 2010</p>
<p style="text-align: justify;">PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l&#8217;onorevole Occhiuto. Ne ha facoltà.</p>
<p style="text-align: justify;">ROBERTO OCCHIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli rappresentanti del Governo, comprendiamo bene che lamentarsi per la posizione, da parte del Governo, dell&#8217;ennesima questione di fiducia sia diventato quasi un rito in quest&#8217;Aula perché, in questa legislatura, il Governo ha di fatto commissariato il Parlamento impedendo sistematicamente la modifica in Aula dei provvedimenti più controversi, più importanti, sui quali forse sarebbe stato più necessario il confronto. Per esempio, in questa legislatura, è stata posta la fiducia su tutti i provvedimenti di natura economica, come quello di cui si discute oggi, come se le vicende della crisi e del modo di affrontarla dovessero riguardare solo il Governo.<br />
Ci rendiamo conto che il dibattito sull&#8217;uso eccessivo della questione di fiducia rischia di appassionare solo gli addetti ai lavori e non i cittadini, ma sarebbe utile che anche il Governo si rendesse conto, prima o poi, che comprimere la funzione del Parlamento serve soltanto a dar fiato a quanti sostengono che queste Aule (la Camera ed il Senato) siano inutili, ad indebolire la funzione delle istituzioni e a spostare il confronto politico fuori dai luoghi deputati per farlo degenerare a livello del gossip o del retroscena, utile soltanto ad allontanare ancora di più i cittadini da una politica che si dimostra, per questo, incapace di discutere pacatamente sui problemi, per trovare delle sintesi, ma si dimostra capace soltanto di confliggere al proprio interno.<br />
Quella di oggi poi è una questione di fiducia che sarebbe stata del tutto evitabile, non soltanto per i pochi emendamenti proposti dal nostro gruppo (ne abbiamo proposti 10, gli altri gruppi di minoranza poche altre decine), ma anche per l&#8217;impegno che avevamo assunto in Commissione &#8211; come ha fatto la collega Formisano e come ha fatto anche il PD &#8211; di licenziare il provvedimento entro stasera senza porre la questione di fiducia.<br />
La questione di fiducia su questo provvedimento sarebbe stata evitabile ancor di più perché si tratta di un decreto-legge quasi del tutto svuotato di contenuti concreti. Si tratta di un decreto-legge che ha di fatto già esaurito la sua funzione e in alcuni casi anche le risorse.<br />
Vorrei ricordare che questo provvedimento fu annunciato in pompa magna il 25 marzo, alla vigilia delle elezioni regionali, come un decreto-legge contenente un insieme di incentivi per sostenere la domanda interna ed invece si trattava soltanto di 300 milioni di euro, alcuni dei quali (50 milioni di euro) sottratti dal credito di imposta per l&#8217;innovazione, che è proprio quello che chiedono le imprese per svilupparsi.<br />
300 milioni, quindi, con i quali sono stati finanziati pochi e piccoli interventi in una decina di microsettori. Si tratta di risorse in molti casi esaurite, come quelle per gli incentivi: i 12 milioni ai motocicli e i 20 milioni per la nautica.<br />
Onorevoli colleghi, forse è utile ricordare che 300 milioni di euro valgono soltanto un centesimo del prodotto interno lordo del settore industriale del nostro Paese ed è del tutto evidente che non possono essere in alcun modo sufficienti a stimolare la domanda o a sorreggere la piccola e media impresa italiana. I piccoli interventi microsettoriali, spesso stimolati dalle lobby di settore, servono solo a drogare temporaneamente un mercato lasciando, quando terminano le risorse, i problemi anche nei settori incentivati. La piccola e media impresa del nostro Paese si dovrebbe sostenere, a nostro avviso, invece con un disegno organico di politica industriale che però a questo Governo sembra mancare del tutto. Noi stentiamo a rintracciare nei provvedimenti del Governo una visione in ordine ai settori sui quali investire, alle vocazioni territoriali da assecondare. In questi due anni siamo stati abituati purtroppo solo ad interventi di politica industriale episodici e senza una riflettuta ed evidente visione di insieme.<br />
Questo provvedimento dimostra per l&#8217;ennesima volta quale sia l&#8217;atteggiamento del Governo rispetto alla crisi: l&#8217;atteggiamento cioè di chi si limita a qualche intervento spot dal titolo suggestivo, aspettando che la crisi mondiale sia superata e che riparta la domanda globale. In tal modo si è proceduto e si procede mentre pezzi importanti del nostro apparato produttivo si spostano non solo nell&#8217;est del mondo, ma anche in altri Paesi occidentali. Non vogliamo con questo disconoscere al Governo e al Ministro Tremonti il merito di aver tenuto sostanzialmente in ordine i conti pubblici, ma vorremmo che il Governo e la maggioranza non si limitassero a celebrare il fatto che per fortuna non siamo nella situazione della Grecia, perché le condizioni del Paese non consentono di celebrare successi ma dovrebbero indurre invece a ragionare sui cambi di passo necessari.<br />
Proprio oggi la Commissione europea, rivedendo al ribasso le stime sulla crescita economica del nostro Governo, prevede una caduta dell&#8217;attività economica per il 2010 più marcata del previsto: prevede che il debito pubblico italiano salga sopra il 118 per cento nel 2010 e ci resti anche nel 2011. D&#8217;altra parte quelle imprese e quegli imprenditori dei quali dovrebbe occuparsi la legge che oggi discutiamo sanno meglio della politica che la crisi non è finita, la vivono ogni giorno sulla loro pelle e sanno che la ripresa stenta a vedersi. Si tratta di imprenditori che hanno fatto in questi anni, e che stanno facendo ancora, sacrifici enormi, investendo i propri risparmi, le riserve accantonate, lottando con le banche per indebitarsi ancora e per non distruggere la propria impresa. Grazie a loro e alle famiglie italiane il Paese ha resistito in questi anni alla crisi.<br />
Onorevoli colleghi, noi chiediamo al Governo di non continuare a galleggiare sulla zattera dei nostri conti pubblici nella speranza che solo questo sia sufficiente a salvare il Paese dalla tempesta che ancora non è finita. Ci sono alcune riforme che non costano nulla, che non rompono la zattera e che si possono fare migliorando i saldi. Per esempio, velocizzare i pagamenti alle imprese da parte del pubblico libererebbe queste enormi risorse in tutti i settori industriali, molto più dei 300 milioni di questo decreto; per esempio, intervenire più incisivamente sul problema del credito sarebbe senz&#8217;altro più utile che contendersi qualche posto nel board di qualche banca; liberalizzare realmente i servizi pubblici locali consentirebbe ai cittadini di avere tariffe e servizi più convenienti e alle imprese di poter operare in regime di maggiore concorrenza; tagliare la spesa improduttiva, come quella per le province che tutti volevamo sopprimere, e destinare le risorse agli investimenti nell&#8217;innovazione che mancano al nostro Paese potrebbe renderci più pronti alla ripresa economica.In conclusione, noi vorremmo un Governo più coraggioso e più responsabile, che non si arrocchi nel fortino, come sta facendo, invece, soprattutto in queste ultime settimane, ostaggio delle sue paure, per le ombre di complotti esterni ed interni alla sua maggioranza; che non si culli sulla convinzione di poter resistere perché tanto dall&#8217;altra parte del campo della politica non ci sono ancora alternative.<br />
Come vedete, non abbiamo parlato d&#8217;altro: non abbiamo parlato delle dimissioni del Ministro Scajola, perché c&#8217;è già troppa benzina sul fuoco della politica. Vorremmo chiedere al Governo, però, di venir fuori dal fortino perché fuori dal fortino c&#8217;è un altro Paese che soffre, ci sono famiglie che non riescono a guardare con speranza al futuro dei propri figli, imprenditori che ogni giorno si preoccupano di come andare avanti e giovani delusi da un Paese che non sa trattenerli e non sa valorizzarli. Noi vogliamo essere con quest&#8217;altro Paese e perciò votiamo contro la questione di fiducia (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro e di deputati del gruppo Partito Democratico &#8211; Congratulazioni).</p>
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		<title>Intervento aula sulla Mozione: Misure urgenti per contrastare la crisi economica in atto</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 10:11:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interventi]]></category>

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		<description><![CDATA[AULA – 17 marzo 2010 
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l&#8217;onorevole Occhiuto, che illustrerà la mozione Casini ed altri n. 1-00341 (Nuova formulazione), di cui è cofirmatario.
ROBERTO OCCHIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi interveniamo con grande interesse in questa discussione perché oggi finalmente, dopo settimane di confronti quotidiani accesi, forse anche troppo accesi, su temi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>AULA – 17 marzo 2010 </p>
<p>PRESIDENTE. È iscritto a parlare l&#8217;onorevole Occhiuto, che illustrerà la mozione Casini ed altri n. 1-00341 (Nuova formulazione), di cui è cofirmatario.</p>
<p>ROBERTO OCCHIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi interveniamo con grande interesse in questa discussione perché oggi finalmente, dopo settimane di confronti quotidiani accesi, forse anche troppo accesi, su temi che interessano solo marginalmente i cittadini e che invece appassionano molto di più la politica e i suoi protagonisti, al Parlamento oggi è data la possibilità di discutere dei problemi che riguardano la vita delle famiglie, il futuro delle imprese, dei lavoratori e di quelli che un lavoro lo hanno perso oppure non ce l&#8217;hanno.<br />
Il presidente Casini interverrà poi in dichiarazione di voto sulla nostra mozione, a me spetta solo il compito di illustrarne brevemente i contenuti. Vorrei però dire che noi siamo fiduciosi sul fatto che questo dibattito non sia solo un&#8217;occasione per celebrare un evento parlamentare rituale, ma possa essere invece utile a stimolare il Governo perché assuma iniziative coraggiose nella direzione delle riforme economiche strutturali che sono necessarie al nostro Paese e che noi chiediamo nel dispositivo al primo punto della nostra mozione.<br />
I dati contenuti nella nostra e nelle altre mozioni, ma anche quelli contenuti nella nota di aggiornamento presentata recentemente dal Ministro Tremonti, sono preoccupanti: ci descrivono un 2009 che ha visto crescere negativamente tutti gli indicatori economici; la Banca centrale europea nel suo bollettino di gennaio e anche il Governatore della Banca d&#8217;Italia Draghi stamattina a Bruxelles confermano che la ripresa sarà lenta e incerta. Intanto però i dati ci descrivono un Paese, il nostro, che nel 2009 ha avuto una caduta, un crollo del prodotto interno lordo del 5 per cento; un Paese nel quale il tasso dei senza lavoro è salito all&#8217;8,6 per cento e un giovane su quattro non ha lavoro. In un anno sono stati persi 307 mila posti di lavoro e i disoccupati oggi in Italia sono più di due milioni e centomila.<br />
Questi dati sull&#8217;occupazione rischiano però di peggiorare ancora nel 2010, perché 400 mila lavoratori nel corso di quest&#8217;anno non avranno più la cassa integrazione perché per loro scadrà. La situazione nella quale versano le imprese è tale da non far prevedere a breve alcuna inversione di tendenza. Secondo i dati forniti recentemente dal Cerved il 2009 è stato un anno tragico per il numero dei fallimenti e addirittura negli ultimi tre mesi del 2009 la percentuale dei fallimenti è aumentata del 33 per cento, con un&#8217;impennata che ha colpito tutti i comparti ma che ha riguardato soprattutto quello delle costruzioni; il fatturato e gli ordini delle industrie sono crollati, rispettivamente del 18,7 e del 22,4 per cento, un vero e proprio bollettino di guerra. Per ragioni di brevità tralascio di indicare i dati che riguardano le difficoltà delle imprese, dell&#8217;accesso al credito o i ritardi sui pagamenti delle pubbliche amministrazioni, che però rendono ancora più tormentata la vita delle imprese nel nostro Paese.<br />
Mi rendo conto che questi dati rischiano di generare, come è normale, una sorta di pessimismo, ma gli italiani sanno quanto grave è stata la crisi; lo sanno soprattutto le famiglie italiane che già prima della crisi meritavano, anzi avrebbero meritato, maggiore attenzione nelle scelte di politica economica dei Governi, perché l&#8217;Italia, già prima della crisi, spendeva soltanto lo 0,9 per cento del suo prodotto interno lordo per le politiche familiari e per questa spesa era all&#8217;ultimo posto d&#8217;Europa. In questi due anni, proprio i risparmi delle famiglie hanno costituito un argine, pure debole, alla gravità della crisi, senza il quale le conseguenze sui consumi, sui dati economici e sulla questione sociale sarebbero state ben più gravi. Per questo motivo nella nostra mozione chiediamo soprattutto, ed è ciò che del resto sollecitiamo da più tempo, ogni volta che discutiamo delle scelte di politica economica del Governo, che si ponga mano ad una riforma fiscale che guardi innanzitutto alle famiglie. Chiediamo al Governo un impegno concreto verso la realizzazione del quoziente familiare che era contenuto nei programmi elettorali di molti partiti, compreso quello di maggioranza, e nel programma del Governo, ma che è rimasto lettera morta in questi anni.<br />
Vorremmo un sistema fiscale che sostituisse le attuali detrazioni IRPEF con le deduzioni in ragione del numero dei figli perché i soldi spesi per i figli non devono essere tassati e perché investire sulla famiglia significa risparmiare sulla spesa sociale. Noi riteniamo che la famiglia in molte parti del Paese, ma anche nel Paese in generale, spesso sia il primo, il più utile ammortizzatore sociale e soprattutto che l&#8217;investimento sulla famiglia sia un investimento sul futuro del Paese. Siamo convinti che senza un coraggioso investimento per rafforzare il potere d&#8217;acquisto delle famiglie non vi sia possibilità di intervenire in maniera incisiva sulla dinamica dei consumi, che anche per effetto della diminuzione del numero degli occupati continua a frenare tragicamente la propensione alla spesa.<br />
Nella nostra mozione chiediamo interventi strutturali e non spot e annunci o interventi una tantum come il bonus famiglia, peraltro scomparso con l&#8217;ultima legge finanziaria, o la social card per sostenere la famiglia e i consumi. Ad esempio, chiediamo di adottare iniziative volte ad alleviare il peso del cuneo fiscale che grava sulle imprese e sui lavoratori e che ha fatto dell&#8217;Italia il ventitreesimo Paese tra i trenta più industrializzati per stipendi medi netti e il sesto Paese per la differenza tra il costo del lavoro e la retribuzione netta.<br />
Nella nostra mozione chiediamo, inoltre, una moratoria sugli studi di settore per mitigare gli effetti della crisi verso coloro che probabilmente l&#8217;hanno patita di più in questi anni. Chiediamo un&#8217;accelerazione dei pagamenti; vorrei ricordare che nei Paesi più virtuosi in ordine alla velocità dei pagamenti della pubblica amministrazione, quest&#8217;ultima paga con un ritardo che va dai 30 ai 70 giorni, da noi, invece, la stessa paga con un ritardo che a volte è superiore ai 140-150 giorni.<br />
Vorremmo interventi per il Mezzogiorno che non si esaurissero nella Banca del Mezzogiorno, né nel Ponte sullo Stretto. Certamente è necessario intervenire perché ci siano interventi coordinati con le regioni e anche un miglioramento della qualità delle politiche regionali nel Mezzogiorno, ma è utile che il Governo nazionale promuova quest&#8217;opera magari tentando insieme alle regioni di concentrare la spesa dei fondi comunitari in obiettivi infrastrutturali che siano strategici, evitando la parcellizzazione delle iniziative di agevolazione alle imprese. Su questo, però, vorremmo che ci fosse una politica fatta di maggiori risorse e di minori annunci. Anche per quanto riguarda la Banca del Mezzogiorno, il Ministro sa che è finanziata per ora solo con 5 milioni di euro stabiliti nel decreto- legge n. 112 del 2008. Noi vorremmo, da un lato, che si arrestasse questo massiccio trasferimento di risorse attraverso l&#8217;utilizzo inappropriato dei fondi FAS e, dall&#8217;altro, si evitasse di essere troppo accondiscendenti anche con molti presidenti delle regioni del sud. Vorrei ricordare che nell&#8217;ultima legge finanziaria, nel patto per la salute, proprio i presidenti delle regioni hanno previsto che i Fondi per le aree sottoutilizzate possano essere impiegati per il ripiano dei deficit sanitari Anche questo rappresenta un uso improprio di questi fondi e questa volta colpevolmente è accettato, se non richiesto, dai presidenti delle regioni del sud.<br />
Nella nostra mozione chiediamo un rilancio degli investimenti nel settore della costruzione attraverso uno snellimento delle procedure e anche una revisione del piano casa, che finora non ha dato grandi risultati. Vorremmo anche che il Governo promuovesse una revisione del Patto di stabilità interno per i comuni e, a tal proposito, vorrei ricordare quanto molti già sanno in quest&#8217;Aula, ovvero che ci sono 12 miliardi di euro giacenti nelle casse dei comuni che potrebbero essere utilmente impiegati per stimolare gli investimenti in opere pubbliche. Peraltro, il 43 per cento degli investimenti pubblici nel Paese è disposto proprio dalle amministrazioni comunali. Nella nostra mozione chiediamo, inoltre, che ci sia chiaramente un&#8217;incisiva attività di contrasto all&#8217;evasione. Secondo alcuni studi recenti, l&#8217;imponibile evaso nel nostro Paese ammonterebbe addirittura a 360 miliardi di euro, quindi sarebbero addirittura 143 miliardi di euro di imposte sottratte all&#8217;erario. In sostanza, chiediamo che il Governo non si limiti ad aspettare che la crisi passi e che riparta in qualche modo la domanda mondiale, come è sembrato abbia fatto in questi due anni. Secondo noi non basta invocare il giusto rigore nei conti pubblici (che eppure è giusto invocare), ma occorre dimostrare di avere una visione del Paese e del suo futuro. Nessuno di noi disconosce che oggi non si può più riservare anche all&#8217;Italia l&#8217;acronimo dei PIGS, ovvero dei Paesi che hanno conti assai preoccupanti. È un risultato che riconosciamo al Ministro Tremonti, il quale è sempre stato un attento custode del rigore nei conti pubblici. Tuttavia, ci chiediamo se oggi ciò sia sufficiente, ovvero se ad un Governo che si rispetti non debba essere richiesto di svolgere altro rispetto al lavoro che deve svolgere il ragioniere dello Stato. Ad un Governo che si rispetti è richiesto, innanzitutto, di avere una visione del futuro del Paese e di realizzarla attraverso scelte di politica economica coraggiose e promuovendo un processo anche di governo sovranazionale ed europeo dei problemi che riguardano lo sviluppo del Paese stesso. Ad un Governo ambizioso che non vuole galleggiare, è richiesto di avere, ad esempio, una propria strategia di politica industriale per il Paese. Quale strategia di politica industriale ha messo in atto questo Governo in questi due anni? Lo ha fatto, ad esempio, per Alitalia? Anche sugli effetti, sui risultati, sui benefici e sui costi di questa operazione si è discusso e si discuterà forse in maniera ancora più accesa in futuro. Ma ciò può bastare e ha avuto questo Governo una strategia di politica industriale? Ciò accade mentre pezzi importanti del nostro apparato produttivo si spostano nell&#8217;est e non solo, perché si spostano anche in Francia, in Germania e in America. Noi non mettiamo in campo, mentre questo succede, politiche industriali strategiche che puntino sull&#8217;innovazione, sulle specificità del nostro Paese piuttosto che sul costo lavoro. Vorremmo, in sostanza, che questo dibattito servisse a farci capire e a far capire ai cittadini se il nostro Governo ritiene che il Paese abbia bisogno di riforme economiche strutturali oppure no. Vorremmo capire come il Governo intende intervenire per risolvere il problema della bassa produttività del nostro apparato produttivo, della sua scarsa competitività e del deficit di innovazione del Paese.<br />
Vorremmo capire quali siano gli investimenti a lungo termine e le nuove infrastrutture (solo il ponte?), quali siano gli investimenti in nuove tecnologie, come per esempio la banda larga, quale sia la ricetta di questo Governo in ordine all&#8217;investimento in ricerca e università, altrimenti &#8211; e concludo &#8211; superata la crisi mondiale non avremo risolto i nostri problemi. D&#8217;altra parte, le previsioni sulla crescita per il 2010 in Europa dicono che l&#8217;Italia è quella che probabilmente crescerà meno.</p>
<p>PRESIDENTE. Onorevole Occhiuto, la prego di concludere.</p>
<p>ROBERTO OCCHIUTO. Nella nostra mozione abbiamo chiesto al Governo un atteggiamento più coraggioso e speriamo che nel corso del dibattito anche il Ministro sappia accogliere le nostre richieste.</p>
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		<title>Question time di Occhiuto su Navi dei veleni in Calabria</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 20:32:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Mer 07/10/2009 Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.  (VIDEO)


(Intendimenti del Governo in merito ad interventi di recupero e di ricerca delle navi con carichi di rifiuti tossici affondate al largo delle coste calabresi &#8211; n. 3-00698)

Guarda il video

PRESIDENTE. L&#8217;onorevole Occhiuto ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00698 concernente intendimenti del Governo in merito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mer 07/10/2009 <span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><strong>Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.</strong>  (VIDEO)</span></p>
<div style="margin: 1ex;">
<div>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><strong><em>(Intendimenti del Governo in merito ad interventi di recupero e di ricerca delle navi con carichi di rifiuti tossici affondate al largo delle coste calabresi &#8211; n. </em></strong></span><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getDocumento.aspx?idLegislatura=16&amp;tipoDocumento=si&amp;idDocumento=3-00698" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><strong><em><span style="text-decoration: underline;">3-00698</span></em></strong></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><strong><em>)</em><br />
</strong></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><strong><a href="http://video.camera.it/playlist/asxBuild.asp?params=211318&amp;pl=no" target="_blank">Guarda il video</a><br />
</strong></span><a href="http://video.camera.it/playlist/asxBuild.asp?params=211318&amp;pl=no" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-722" title="frame" src="http://www.robertoocchiuto.it/wp-content/uploads/2009/10/frame-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getSchedaPersonale.aspx?idLegislatura=16&amp;idPersona=35640&amp;webType=Intranet" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">PRESIDENTE</span></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">. L&#8217;onorevole Occhiuto ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. </span><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getDocumento.aspx?idLegislatura=16&amp;tipoDocumento=si&amp;idDocumento=3-00698" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">3-00698</span></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> concernente intendimenti del Governo in merito ad interventi di recupero e di ricerca delle navi con carichi di rifiuti tossici affondate al largo delle coste calabresi <em>(vedi l&#8217;allegato A &#8211; Interrogazioni a risposta immediata)</em>.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Signor Presidente, alcune settimane fa la stampa nazionale ha dato grande enfasi al ritrovamento del relitto di una nave affondata nel Mar Tirreno calabrese.<br />
Il ritrovamento di questa nave, realizzato grazie all&#8217;impegno della procura di Paola e dell&#8217;assessorato regionale all&#8217;ambiente, e gli accertamenti effettuati su alcune altre zone dove c&#8217;è una straordinaria incidenza di patologie tumorali sembrerebbero dare riscontro alle denunce che Legambiente ha presentato più volte, la prima tanti anni fa, in ordine all&#8217;affondamento doloso di addirittura una trentina di navi nel Mediterraneo contenenti rifiuti radioattivi o altamente inquinanti.</span></p>
<p><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getSchedaPersonale.aspx?idLegislatura=16&amp;idPersona=35640&amp;webType=Intranet" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">PRESIDENTE</span></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">. La prego di concludere.</span></p>
<p><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getSchedaPersonale.aspx?idLegislatura=16&amp;idPersona=302969&amp;webType=Intranet" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">ROBERTO OCCHIUTO</span></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">. Da allora non c&#8217;è stata alcuna presa di posizione da parte del Governo e del Ministero dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare e con questa interrogazione vogliamo chiedere al Governo quali siano le ragioni di questo ritardo e cosa voglia fare in ordine a questo relitto, ma anche alle altre navi che potrebbero giacere nei fondali del Mediterraneo.</span></p>
<p><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getSchedaPersonale.aspx?idLegislatura=16&amp;idPersona=35640&amp;webType=Intranet" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">PRESIDENTE</span></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">. Il Ministro dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare, Stefania Prestigiacomo, ha facoltà di rispondere.</span></p>
<p><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getSchedaPersonale.aspx?idLegislatura=16&amp;idPersona=38350&amp;webType=Intranet" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">STEFANIA PRESTIGIACOMO</span></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">, <em>Ministro dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare.</em> Signor Presidente, ringrazio l&#8217;onorevole interrogante ma, purtroppo, devo smentirlo in ordine a ciò che il Governo sta già facendo in riferimento a questa vicenda.<br />
La questione della nave &#8211; la cosiddetta nave dei veleni &#8211; si inserisce nell&#8217;azione più generale che il Governo porta avanti nel contrasto alla criminalità organizzata nel settore ambientale. Proprio questa mattina &#8211; ho il piacere di annunziarlo qui in Parlamento &#8211; ho sottoscritto, a nome del Governo, con la Direzione nazionale antimafia e con il procuratore Grasso, un Protocollo di intesa che rafforza la cooperazione e la collaborazione tra i carabinieri del NOE e il Ministero dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare e la Direzione nazionale antimafia, proprio per il contrasto nei confronti delle organizzazioni mafiose nel traffico illecito dei rifiuti.<br />
Per questa ragione il Ministero ha seguito, sin dalle prime battute, la vicenda della nave dei veleni, mettendosi immediatamente a disposizione della procura di Paola, che prima seguiva l&#8217;inchiesta, e poi della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Non vi è mai stata, in alcun momento, sottovalutazione del problema né vi è stato mai alcun momento di tiepidezza nei confronti di una situazione che giustamente, per come è apparsa nei <em>media</em>, desta allarme sociale anche perché è stata molto amplificata rispetto a quello che ad oggi è dato sapere con certezza. Immediatamente dopo la scoperta del relitto al largo di Cetraro il Ministero dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare ha istituito una <em>task force</em> con rappresentanti del Ministero, dei Carabinieri per la tutela dell&#8217;ambiente, dell&#8217;ISPRA, del reparto marino della guardia costiera e partecipata anche da rappresentanti della Presidenza del Consiglio. La <em>task force</em> ha coordinato le attività in mare e in terra attraverso i mezzi della capitaneria di porto e dell&#8217;ISPRA. Il 17 settembre la <em>task force</em> si è recata direttamente in Calabria e con il procuratore di Paola si è concordata una comune strategia di intervento tanto che la procura, per quanto attiene agli accertamenti sulla terraferma, ha incaricato il Ministero di individuare le diverse fonti di inquinamento nelle quattro aree ricadenti nei comuni di Aiello Calabro e di Serra d&#8217;Aiello, di programmare ed effettuare interventi urgenti di messa in sicurezza e di fornire valutazioni di eventuali profili di danno ambientale.<br />
Per quanto riguarda, invece, gli accertamenti a mare, è evidente che in questo caso la prima esigenza è, innanzitutto, quello di verificare qual è questa nave che si trova nei fondali e cosa contiene. A questo scopo, la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, che ha preso in mano l&#8217;inchiesta per la parte a mare, ci ha incaricato di fare queste verifiche e in questo momento sta partendo una nave da Cipro, una nave della SAIPEM società del gruppo ENI, che si è offerta gratuitamente di effettuare queste verifiche innanzitutto per capire se si tratta del mercantile <em>Kunsky</em>, nave utilizzata per il trasporto di rifiuti radioattivi dalla <em>&#8216;ndrangheta</em> e affondata nel 1992. Subito dopo, se questa sarà la nave e se vi saranno i fusti, disporremo, così come ci ha chiesto la Direzione distrettuale antimafia, il recupero dei barili. Compiremo tale operazione, ovviamente, con la massima sicurezza. Stiamo già verificando quali sono le società, a livello nazionale o internazionale, in grado di assicurare che questo recupero verrà fatto in sicurezza e poi, alla luce di quello che si accerterà, valuteremo cosa fare del relitto, vale a dire se convenga tirare su il relitto o metterlo in sicurezza nei fondali. Tuttavia, queste sono valutazioni di ordine tecnico che verranno successivamente.<br />
Pertanto, il Governo è stato tempestivo e ha fatto tutto quello che si poteva fare. Certamente non possiamo inseguire notizie che arrivano da gruppi assicurativi inglesi che fanno presente di avere avuto notizie di affondamenti di circa 30 navi nel mare Mediterraneo né possiamo andare in giro a cercare navi nei fondali del Mediterraneo. È chiaro che se questa notizia si verificherà fondata &#8211; quella del <em>Kunsky</em> &#8211; allora valuteremo, anche in accordo con la procura, quale sarà il da farsi.</span></p>
<p><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getSchedaPersonale.aspx?idLegislatura=16&amp;idPersona=35640&amp;webType=Intranet" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">PRESIDENTE</span></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">. L&#8217;onorevole Occhiuto ha facoltà di replicare.</span></p>
<p><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getSchedaPersonale.aspx?idLegislatura=16&amp;idPersona=302969&amp;webType=Intranet" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">ROBERTO OCCHIUTO</span></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">. Signor Presidente, ringrazio il Ministro, se non altro perché le sue sono le uniche parole del Governo, da qualche settimana, in ordine a questa vicenda. Le assicuro, signor Ministro, che le popolazioni coinvolte stanno vivendo queste settimane con un forte senso di abbandono da parte delle istituzioni, soprattutto da parte di quelle nazionali e dal Governo.<br />
Infatti, la regione ha contribuito al rilevamento di questo relitto.<br />
Quindi, non posso ritenermi soddisfatto della risposta del Ministro, anche perché mi pare manchi un vero e proprio piano, che invece sarebbe necessario, per caratterizzare la natura del contenuto dei fusti che sarebbero giacenti in mare nelle stive della nave e per individuare come rimuovere e come ritrovare soprattutto le altre navi.<br />
Questa vicenda ha reso di colpo credibile un pentito che è sempre stato ritenuto non credibile, un pentito che ha dichiarato di aver direttamente partecipato all&#8217;affondamento di queste navi. Occorre, soprattutto, un piano per bonificare i siti dove questi rifiuti sono stati addirittura interrati.<br />
Non posso credere, e concludo, che non ci sia sottovalutazione da parte del Governo quando il Ministro dice che questa vicenda è stata molto amplificata. Questa vicenda è una questione nazionale perché il mare è di competenza nazionale, perché vede coinvolti in qualche modo, secondo le indagini che più procure hanno svolto, i servizi segreti, perché richiama anche altre indagini su omicidi eccellenti come quello di Ilaria Alpi o del capitano De Grazia.<br />
Inoltre i rifiuti, per quanto siano stati smaltiti con il colpevole contributo della &#8216;<em>ndrangheta</em> &#8211; e questo dimostra che la mafia fa schifo dovunque, ma forse ancor di più in Calabria -, sono rifiuti che calabresi non sono.</span></p>
<p><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getSchedaPersonale.aspx?idLegislatura=16&amp;idPersona=35640&amp;webType=Intranet" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">PRESIDENTE</span></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">. La prego di concludere.</span></p>
<p><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getSchedaPersonale.aspx?idLegislatura=16&amp;idPersona=302969&amp;webType=Intranet" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">ROBERTO OCCHIUTO</span></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">. Concludo chiedendo al Ministro di voler dire al Presidente del Consiglio che ci auguriamo su questa vicenda la stessa determinazione che il Governo ha avuto in ordine ad altre vicende come quella delle macerie dell&#8217;Abruzzo o dei rifiuti di Napoli. Questi rifiuti smaltiti in mare o sotto terra in Calabria forse non sono così maleodoranti, forse non sono così esteticamente brutti, però le assicuro che sono più nocivi, perché sono i rifiuti sui quali sono stati costruiti, come a Crotone, degli asili e delle scuole. Sono rifiuti che uccidono, che forse non emanano cattivo odore, ma che meriterebbero un impegno più deciso, più convinto e più concreto da parte del Governo.</span></div>
</div>
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		<title>Interpellanza sui tagli di Trenitalia per Lamezia Terme e Cosenza (Video)</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 11:23:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Roberto Occhiuto]]></category>
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		<description><![CDATA[
Svolgimento di interpellanze e di interrogazioni 22 settembre 2009 (VIDEO) 
 
 (Iniziative di competenza in merito alla decisione di Trenitalia di escludere le stazioni di Lamezia Terme e di Cosenza dall&#8217;elenco degli scali ferroviari per il trasporto merci &#8211; nn. 3-00376, 3-00387, 3-00665 e 3-00666) 
PRESIDENTE. L&#8217;onorevole Occhiuto ha facoltà di replicare per la sua interrogazione n. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><strong>Svolgimento di interpellanze e di interrogazioni</strong> 22 settembre 2009 (VIDEO) </span></p>
<p> <object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/GZjVNDItMe8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/GZjVNDItMe8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p> <span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><strong><em>(Iniziative di competenza in merito alla decisione di Trenitalia di escludere le stazioni di Lamezia Terme e di Cosenza dall&#8217;elenco degli scali ferroviari per il trasporto merci &#8211; nn. </em></strong></span><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getDocumento.aspx?idLegislatura=16&amp;tipoDocumento=si&amp;idDocumento=3-00376" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><strong><em><span style="text-decoration: underline;">3-00376</span></em></strong></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><strong><em>, </em></strong></span><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getDocumento.aspx?idLegislatura=16&amp;tipoDocumento=si&amp;idDocumento=3-00387" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><strong><em><span style="text-decoration: underline;">3-00387</span></em></strong></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><strong><em>, </em></strong></span><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getDocumento.aspx?idLegislatura=16&amp;tipoDocumento=si&amp;idDocumento=3-00665" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><strong><em><span style="text-decoration: underline;">3-00665</span></em></strong></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><strong><em> e </em></strong></span><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getDocumento.aspx?idLegislatura=16&amp;tipoDocumento=si&amp;idDocumento=3-00666" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><strong><em><span style="text-decoration: underline;">3-00666</span></em></strong></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><strong><em>)</em> </strong></span></p>
<p><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getSchedaPersonale.aspx?idLegislatura=16&amp;idPersona=35640&amp;webType=Intranet" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">PRESIDENTE</span></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">. L&#8217;onorevole Occhiuto ha facoltà di replicare per la sua interrogazione n. </span><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getDocumento.aspx?idLegislatura=16&amp;tipoDocumento=si&amp;idDocumento=3-00387" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">3-00387</span></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">.</span></p>
<p><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getSchedaPersonale.aspx?idLegislatura=16&amp;idPersona=302969&amp;webType=Intranet" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">ROBERTO OCCHIUTO</span></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">. Signor Presidente, ringrazio l&#8217;onorevole sottosegretario per la dettagliata risposta, nonostante la quale però non posso dirmi soddisfatto, anzi non lo sono affatto. Sono preoccupato perché lei ha argomentato nella sua risposta che quanto sta accadendo nel sistema dei trasporti del Pag. 25Mezzogiorno e della Calabria, in particolare, fa parte di un&#8217;opera di razionalizzazione che Trenitalia sta compiendo, peraltro in sintonia con quanto avviene a livello europeo. <br />
È vero che a livello europeo si razionalizza, ma nella direzione di investire nella rete di trasporto su rotaia. Vorrei ricordare che a livello europeo la razionalizzazione non comporta solo una diminuzione dei costi, come nel caso che abbiamo rappresentato attraverso le interrogazioni, ma la razionalizzazione è seguita anche ad un aumento degli investimenti. A livello europeo c&#8217;è un programma chiamato «Marco Polo» che finanzia proprio interventi che vanno nella direzione di spostare porzioni di traffico su gomma su altre direttrici, su rotaia o sulle autostrade del mare. A me pare, invece, che la logica che sta seguendo Trenitalia sia quella di razionalizzare tagliando soltanto. Ritengo che ciò sia sbagliato in assoluto perché, come lei giustamente evidenziava, c&#8217;è la necessità di spostare quote consistenti di traffico su gomma verso altre direttrici, come il traffico ferroviario, e questo piano di razionalizzazione certamente non consegue questo obiettivo. <br />
In particolare, inoltre, ritengo che ciò sia sbagliato quando questi tagli intervengono in regioni che già sono carenti sul piano infrastrutturale, come quelle del Mezzogiorno. Lei ha citato gli impegni di RFI sulle infrastrutture ferroviarie, però vorrei ricordare che stiamo parlando di regioni del Mezzogiorno che, alla fine del 2008, hanno avuto solo il 7,5 per cento delle risorse destinate alle infrastrutture ferroviarie dalla legge obiettivo e approvate dal CIPE. Stiamo parlando di regioni dove, per esempio, la percentuale di chilometri ad alta velocità è il 7,8 per cento rispetto alla rete nazionale. Si tratta dunque di regioni dove è assolutamente necessario un intervento straordinario per colmare questo <em>gap</em> infrastrutturale. <br />
Questa non è la rivendicazione di parlamentari del Mezzogiorno che rappresentano un problema che riguarda il loro territorio. Per quanto mi riguarda, per esempio, onorevole sottosegretario&#8230;</span></p>
<p><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getSchedaPersonale.aspx?idLegislatura=16&amp;idPersona=303162&amp;webType=Intranet" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">BARTOLOMEO GIACHINO</span></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">, <em>Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti</em>. Ho la soddisfazione, da torinese, di aver sbloccato i fondi per l&#8217;autostrada del mare. Abbiamo cominciato finalmente a pagare&#8230;</span></p>
<p><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getSchedaPersonale.aspx?idLegislatura=16&amp;idPersona=302969&amp;webType=Intranet" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">ROBERTO OCCHIUTO</span></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">. Questo le fa onore, gliene diamo atto, ma chi parla in questo momento, onorevole sottosegretario, appartiene ad una provincia, che è quella di Cosenza. Potrei dirmi pienamente soddisfatto della sua risposta, perché lei ha detto che la stazione di Cosenza sarà un <em>hub</em> di livello regionale, ma il nostro intento non è quello di rivendicare investimenti per i singoli territori. Ci rendiamo conto che lo sviluppo si deve leggere in una logica complessiva altrimenti non si realizza. Proprio la stazione di Cosenza è posizionata a nord della Calabria: lei è sottosegretario alle infrastrutture e sa che il tratto più problematico dell&#8217;autostrada Salerno-Reggio Calabria è quello che va da Cosenza a Reggio Calabria. Perciò, se ho ben capito, nel programma di Trenitalia cargo, Cosenza diventa un <em>hub</em> per cui, in sostanza, il trasporto su gomma collega poi l&#8217;<em>hub</em> ferroviario di Cosenza con le altre realtà; ebbene, non so fino a che punto questo intervento vada nella logica di razionalizzare il sistema.</span></p>
<p><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getSchedaPersonale.aspx?idLegislatura=16&amp;idPersona=35640&amp;webType=Intranet" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">PRESIDENTE</span></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">. La prego di concludere.</span></p>
<p><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getSchedaPersonale.aspx?idLegislatura=16&amp;idPersona=302969&amp;webType=Intranet" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">ROBERTO OCCHIUTO</span></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">. Per il resto, anche io sono grato al sottosegretario per essersi fatto parte attiva presso Trenitalia cargo per organizzare un incontro con i vertici di quest&#8217;ultima, al fine di rappresentare le giuste istanze che credo siano state rivolte al Governo non solo dalla mia interrogazione, ma anche da quelle presentate dagli altri colleghi.</span></div>
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		<title>Presentato in aula OdG sul credito d&#8217;imposta</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 09:11:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Assemblea 27 luglio 2009, seduta n.209
ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. 9/02561-A/134
(Click su video per guardare l&#8217;intervento)
Signor Presidente, in merito alla materia trattata da questo ordine del giorno, credo che l&#8217;accoglimento da parte del Governo come mera raccomandazione sia insufficiente. Noi abbiamo chiesto, già in sede di esame del decreto anticrisi, che ci fosse un impegno preciso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://video.camera.it/video.aspx?id=208710" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-676 alignleft" title="aula2" src="http://www.robertoocchiuto.it/wp-content/uploads/2009/08/aula2-300x280.jpg" alt="" width="240" height="224" /></a>Assemblea 27 luglio 2009, seduta n.209<br />
ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. 9/02561-A/134<br />
(<a href="http://video.camera.it/video.aspx?id=208710" target="_blank">Click su video per guardare l&#8217;intervento</a>)<br />
Signor Presidente, in merito alla materia trattata da questo ordine del giorno, credo che l&#8217;accoglimento da parte del Governo come mera raccomandazione sia insufficiente. Noi abbiamo chiesto, già in sede di esame del decreto anticrisi, che ci fosse un impegno preciso nella direzione di ripristinare il credito d&#8217;imposta per gli investimenti in ricerca da parte dell&#8217;impresa e per modificare questo credito d&#8217;imposta affinché non venisse erogato in ragione di criteri cronologici. A maggio, quando il credito di imposta in questione è stato erogato, in 35 secondi sono state esaurite tutte le domande.<br />
Noi chiediamo, con questo ordine del giorno, che le risorse vengano assegnate sulla base della qualità dei progetti.<br />
Inoltre abbiamo chiesto anche che ci fossero, da parte del Governo, risorse aggiuntive per investimenti in ricerca nel Mezzogiorno. L&#8217;ultimo rapporto dello Svimez ha detto al Paese quanti giovani laureati stanno abbandonando il Mezzogiorno e stanno trasferendosi nelle regioni del Nord per costruire i gruppi dirigenti che mancano al Mezzogiorno d&#8217;Italia.<br />
La dimensione di questo fenomeno ci dice, onorevole Viceministro, che su questo argomento una semplice raccomandazione non basta (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro).</p>
<p><strong>Il testo dell&#8217;Ordine del Giorno<br />
</strong>presentato da  ROBERTO OCCHIUTO testo di lunedì 27 luglio 2009, seduta n.209<br />
La Camera,<br />
premesso che:<br />
la Finanziaria 2007 ha istituito un credito d&#8217;imposta per le attività di ricerca e sviluppo per il periodo 1<sup>o</sup> gennaio 2007 &#8211; 31 dicembre 2009 da concedere a tutte le imprese operanti in tutti i settori di attività escluse le imprese in difficoltà;<br />
la stretta sui <em>bonus</em> agevolativi introdotta dal decreto-legge n. 185 del 2008, ai fini del contenimento della spesa pubblica sui crediti d&#8217;imposta, è pesata sul <em>bonus</em> ricerca per oltre un miliardo di euro;<br />
il 6 maggio scorso sono state presentate in via telematica 45 mila domande per usufruire di tale agevolazione ma dopo soli trentacinque secondi i fondi (un miliardo e 627 milioni) risultavano già esauriti;<br />
il 76 per cento dei contribuenti che hanno partecipato alla competizione è stato escluso e non più di 7 mila imprese si sono accaparrate i fondi per sostenere gli investimenti in ricerca e sviluppo dal 2008 al 2011.<br />
delle 45 mila domande, ne sono state scartate circa 15 mila che rappresentavano un duplicato di altri formulari, mentre sarebbero oltre 10 mila le imprese che, sempre alla data del 29 novembre 2008, avevano intrapreso investimenti e che ora si sono viste negare l&#8217;agevolazione per carenze di fondi;<br />
si tratta di investimenti già avviati e il cui credito d&#8217;imposta negato dalle entrate, con un importo variabile fra il 10 per cento ed il 40 per cento della spesa, vale 700 milioni di euro. A questi, poi, se ne devono aggiungere almeno altri 350, negati alle imprese che hanno avviato investimenti dopo il 29 novembre 2008;<br />
la procedura impiegata dall&#8217;Agenzia delle entrate ha vincolato l&#8217;accesso al <em>bonus</em> esclusivamente alla rapidità di invio della richiesta non tenendo conto della qualità e della bontà dei progetti presentati;<br />
è opportuno rimarcare l&#8217;importanza che riveste la ricerca per lo sviluppo del Paese e per affrontare la crisi;<br />
come segnalato dal Rapporto Svimez 2009 il livello della migrazioni di giovani laureati verso il Nord è tornato ai livelli di qualche decennio fa per il combinato disposto della crisi economica e delle croniche difficoltà delle imprese meridionali ad assorbire il capitale umano proveniente dal loro territorio;<br />
le stime parlano di circa 700 mila persone che hanno abbandonato il Mezzogiorno nel 2008,</p>
<p class="centra">impegna il Governo:</p>
<p>a rivedere il sistema di assegnazione del credito d&#8217;imposta per la ricerca, svincolando l&#8217;ammissione all&#8217;agevolazione da procedure basate sulla velocità di invio delle domande e puntando sulla qualità dei progetti;<br />
a reperire nuove risorse finanziarie da destinare a tale agevolazione valutando l&#8217;opportunità di prevedere, all&#8217;interno delle risorse destinate al credito di imposta, una quota maggioritaria destinata alle imprese del Meridione al fine di sostenerne i programmi e gli investimenti nella ricerca e nell&#8217;innovazione presentati dalle imprese quale strumento per favorire l&#8217;occupazione e contrastare l&#8217;esodo del capitale umano dalle regioni del Sud.</p>
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		<title>Intervento in aula sul Decreto &#8220;anti crisi&#8221;</title>
		<link>http://www.robertoocchiuto.it/interventi/intervento-in-aula-sul-decreto-anti-crisi/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 08:38:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interventi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Assemblea – 22 luglio 2009 Discussione del disegno di legge di conversione n. 2561-  (Link diretto al video ) A.  ROBERTO OCCHIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i miei colleghi di gruppo, che sono intervenuti prima di me nella discussione sulle linee generali, hanno rappresentato con dovizia di particolari anche l&#8217;attività che il gruppo ha svolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertoocchiuto.it/wp-content/uploads/2009/07/immagine1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-672 alignleft" title="immagine1" src="http://www.robertoocchiuto.it/wp-content/uploads/2009/07/immagine1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Assemblea – 22 luglio 2009 Discussione del disegno di legge di conversione n. 2561-  (<a href="http://video.camera.it/playlist/asxBuild.asp?params=208341&amp;pl=no" target="_blank">Link diretto al video</a> ) A.  ROBERTO OCCHIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i miei colleghi di gruppo, che sono intervenuti prima di me nella discussione sulle linee generali, hanno rappresentato con dovizia di particolari anche l&#8217;attività che il gruppo ha svolto nella Commissione, partecipando alla discussione con un atteggiamento che &#8211; lo riconosceranno anche i relatori &#8211; è stato assai costruttivo: abbiamo proposto i nostri emendamenti, li abbiamo discussi.<br />
Abbiamo evitato di tenere un atteggiamento ostruzionistico, pur contestando le modalità e i tempi di discussione di questo decreto, in qualche modo ravvisando il pericolo che vi fosse una lesione delle prerogative delle Commissioni e dell&#8217;Assemblea. Proprio per questo, abbiamo cercato di aiutare la discussione, partecipando attivamente, mai con l&#8217;obiettivo di rallentare il voto finale sul provvedimento. E nel corso della discussione ci siamo anche assunti oneri che spesso le opposizioni fanno a meno di assumersi.<br />
Ad esempio, non abbiamo chiesto, come hanno fatto altri, che si ritirassero previsioni come quella sulle pensioni, che anche noi giudichiamo insufficiente e che riteniamo essere più un segnale che quella vera riforma che occorrerebbe al Paese. Non lo abbiamo fatto perché nel corso dei mesi passati abbiamo più volte incalzato la maggioranza e il Governo a procedere su questa strada, assumendo un atteggiamento più coraggioso sui temi di politica economica e sulle riforme: perché se il Paese non fa le riforme in una fase di crisi, non consente al suo tessuto produttivo di ripartire quando la crisi finisce. Dunque, pur convinti del fatto che questa norma sulle pensioni avrebbe dovuto trovare più opportunamente luogo in un provvedimento a sé, abbiamo accolto il ravvedimento del Governo (poiché fino a qualche tempo fa dal Governo provenivano segnali diversi rispetto alla riforma delle pensioni: si diceva che essa non era necessaria né urgente). Noi che chiedevamo quella norma, ora che finalmente il Governo ha trovato il coraggio, non abbiamo chiesto di stralciarla dal provvedimento.<br />
Né abbiamo fatto le barricate su un&#8217;altra norma che certo popolare non è: quella sullo scudo fiscale. Non abbiamo fatto le barricate, come spesso l&#8217;opposizione fa, cercando di catalizzare il dissenso che produce chi governa: e sapevamo che quel dissenso avremmo potuto catalizzarlo, poiché sono tante le famiglie che combattono quotidianamente con le difficoltà economiche e che certamente non guardano con favore ad una sanatoria fiscale per chi invece le risorse non le ha investite nel Paese ma le ha portate fuori. Non abbiamo fatto le barricate perché ci siamo resi conto delle difficoltà nelle quali la nostra economia versa, e abbiamo cercato anche qui di migliorare il migliorabile, proponendo ad esempio un emendamento che prevedeva un&#8217;aliquota privilegiata per coloro che si impegnavano ad investire le risorse nella capitalizzazione delle aziende, oppure per alimentare un fondo da utilizzare per il sostegno al reddito delle famiglie o per fini sociali (ad esempio per un piano straordinario di costruzione di asili nido).<br />
In Commissione abbiamo cercato di svolgere il ruolo che deve svolgere un&#8217;opposizione responsabile.<br />
Ma la nostra opposizione responsabile è una opposizione parlamentare, che ha l&#8217;obbligo, oltre che la volontà, di affermare le prerogative del Parlamento. Ad esempio, ci è stato chiesto di votare in Commissione con un solo voto tutti gli emendamenti che avrebbero dovuto trovare poi posto nel maxiemendamento che si porrà in votazione eventualmente con la questione di fiducia; in sostanza, ci è stato chiesto di anticipare il voto di fiducia in Commissione, con una procedura che mi pare rappresenti una fattispecie assai strana (come se si chiedesse la fiducia in Commissione!&#8230;</p>
<p>DOMENICO SCILIPOTI. Ti prendiamo in parola!</p>
<p>ROBERTO OCCHIUTO. &#8230; riunendo in un unico voto l&#8217;espressione su tante questioni di carattere diverso.<br />
Ci è stato detto dai presidenti che vi erano dei precedenti, anche se la cosa non ci ha convinto perché non vi erano poi tanti precedenti su decreti-legge ordinari come questo; comunque, siamo convinti che non basta richiamare i precedenti per poter dire che, siccome vi è una prassi più o meno consolidata, ciò che è prassi si può fare: certo che si può fare, ma non necessariamente deve farsi perché vi sono buone pratiche e cattive prassi, ed una maggioranza che voglia essere una maggioranza di buongoverno alle cattive prassi cerca di sostituire buone pratiche.<br />
Quanti sono intervenuti prima di me hanno parlato, anche con dovizia di particolari tecnici, delle varie questioni oggetto del decreto-legge in esame. Nel mio intervento vorrei limitarmi invece a rintracciare quelle che, a mio avviso, sono le due gravi, grandi assenze di questa manovra che sono, per l&#8217;appunto, la famiglia ed il sud, il Mezzogiorno.<br />
Con riferimento alla famiglia, secondo noi, non vi è alcun intervento davvero incisivo nella direzione di sostenere il reddito delle famiglie, a meno che non si ritengano tali gli interventi sulla commissione di massimo scoperto o quelli sulla proroga degli sfratti.<br />
Non è prevista alcuna misura a sostegno del reddito (e non intendo riferirmi al quoziente familiare perché anche noi sappiamo quanto esso costerebbe così come conosciamo lo stato dei conti pubblici del Paese), mentre avremmo voluto che in questo decreto-legge fosse stato introdotto perlomeno un sistema incisivo di interventi che aiutino realmente le famiglie (non la social card né il bonus familiare o le solite cose alle quali questo Governo ci ha abituato quando si legiferava o si interveniva a sostegno della famiglia, più perseguendo un obiettivo di immagine per il Governo che cercando, invece, di conseguire un risultato che agisse davvero nella direzione di rendere più potenti, dal punto di vista del salario reale, le nostre famiglie).<br />
In questo atteggiamento, a mio giudizio, si rintraccia un vizio della politica economica del Governo, il quale non si rende conto che la famiglia è il vero ammortizzatore sociale di questo Paese, forse anche quello che funziona meglio. Ogni volta cerchiamo di trovare risorse &#8211; che è così difficile trovare &#8211; per finanziare la cassa integrazione, magari creando un fondo che sia alimentato dal Fondo sociale europeo, come è accaduto in passato, ma poi non ci rendiamo conto che in questo Paese l&#8217;ammortizzatore sociale che funziona meglio è proprio la famiglia.<br />
Quanta importanza ha avuto la famiglia in questi mesi per sostenere anche economicamente quelli che hanno perso il lavoro? E quanto si è impoverita la famiglia per svolgere questa funzione? Quanto fa risparmiare la famiglia allo Stato, alle regioni e ai comuni nell&#8217;attività di assistenza agli anziani o nell&#8217;attività di supplenza nel campo dei servizi sociali, che spesso svolge in maniera sussidiaria?<br />
A proposito degli anziani, abbiamo accolto con favore l&#8217;intenzione del Governo di correggere un errore che la maggioranza aveva compiuto nel provvedimento sulla sicurezza in relazione alle badanti, ma anche in questo caso nel corso della discussione avevamo proposto con un nostro emendamento di rimuovere la soglia del reddito, anche perché il legislatore deve avere la capacità di evitare norme che poi in qualche modo inducano quasi ad eludere la legge.<br />
Come diceva bene il collega Ciccanti, le badanti spesso assistono anziani che non hanno un reddito sufficiente per poterle regolarizzare e spesso all&#8217;interno della famiglia il figlio o la figlia aiutano la madre o il padre sostituendosi nel pagamento della badante per la mamma o per il padre.<br />
Questa norma, come diceva l&#8217;onorevole Ciccanti, per come è stata scritta, avrà l&#8217;effetto di far stipulare dei contratti simulati, perché non vi sarà la possibilità per chi non ha un reddito superiore ad una certa soglia di procedere alla regolarizzazione.<br />
Ebbene, sostenere le famiglie per noi significa occuparsi dei problemi più immediati, dei bisogni essenziali dei cittadini, ma anche investire in una risorsa straordinaria che, proprio applicando le categorie della sussidiarietà, può essere di aiuto allo Stato anche dal punto di vista del contenimento della spesa per tante attività.<br />
Come dicevo, il secondo assente in questa manovra è il Mezzogiorno. Su questo aspetto, siccome ho ascoltato anche gli altri interventi svolti prima di me, vorrei che fosse chiaro che l&#8217;atteggiamento che bisogna avere rispetto a questo problema non deve essere solo di rivendicazione degli interessi e dei diritti legittimi di una parte del Paese contro un&#8217;altra parte (altrimenti faremmo un leghismo di ritorno, di serie «B»).<br />
Chi parla del Mezzogiorno, soprattutto quando proviene dal Mezzogiorno, deve avere il coraggio di ammettere che, a volte, i danni maggiori al Mezzogiorno li ha fatti la politica del Mezzogiorno quando si è rappresentata come una politica svolta da masanielli o da quanti hanno inteso il governo locale come un modo per governare il consenso, più che i bisogni, per alimentare clientele, più che ragionare sulle prospettive di sviluppo locale.<br />
Difendere davvero il Mezzogiorno significa avere il coraggio di smontare quello che è diventato un alibi formidabile per quanti ritengono che non bisogna investire più nel Mezzogiorno. L&#8217;alibi che ha costruito una politica incapace, incompetente, che non ha saputo rappresentarsi come una politica di prospettiva per le regioni del Mezzogiorno.<br />
In questo provvedimento il Mezzogiorno è assente. Se ci riferiamo alla cassa integrazione, questa opera soprattutto nel nord del Paese e, peraltro, è finanziata da quel Fondo sociale europeo che, però, è alimentato anche dalle regioni del Mezzogiorno. Riguardo la Tremonti-ter, perfino la presidente Marcegaglia durante l&#8217;audizione in Commissione ci ha detto che vi è un rapporto, forse, del 70 per cento a vantaggio delle regioni del nord rispetto alla detassazione degli investimenti. Di certo, non si tratta di provvedimenti che vanno nella direzione di incidere sui bisogni del Mezzogiorno.<br />
Ascoltavo, durante la discussione, qualche mio collega Lega e apprezzavo il senso di alcuni ragionamenti, come quello svolto del collega Polledri che richiamava il Governatore Draghi a proposito delle dichiarazioni fatte sul credito e sulle imprese.<br />
Però, Draghi è intervenuto più volte proprio per dire quello che dovrebbe essere ormai chiaro a tutti, ovvero che, se vi è una parte del Paese che può crescere di più e che può aiutare l&#8217;intero Paese a crescere meglio, se vi una parte del Paese che può concorrere di più alla crescita del prodotto interno lordo, questa è proprio il Mezzogiorno d&#8217;Italia.<br />
Certo, l&#8217;atteggiamento di chi vorrebbe difenderlo costituendo i partiti del sud non aiuta a rappresentare i bisogni reali di questa parte del Paese. Anche su questo abbiamo provato in Commissione a porre la questione. Abbiamo provato, in più di un&#8217;occasione nella discussione del testo a modificare, per esempio, l&#8217;articolo 22 del decreto-legge che riguarda la sanità e il commissariamento delle regioni che accumulano deficit.<br />
C&#8217;è in questo articolo un comma che prefigura già il commissariamento di una regione del Mezzogiorno che ha accumulato ben due miliardi di euro di deficit. Noi abbiamo chiesto quello che ci sembrava assolutamente logico, cioè che si inibisse la possibilità di nominare commissario per la sanità in quella regione chi aveva contribuito nel corso degli anni, guidando la regione, a maturare a e a consolidare quel deficit. Ci sembrava una cosa di una logicità straordinaria perché chi crea il debito e non è capace di riformare la sanità o non è capace nemmeno di fare un piano di rientro, è giusto che non venga nominato commissario.<br />
Se esiste il potere sostitutivo del Governo nazionale rispetto alle inadempienze di una regione, quel potere sostitutivo va esercitato con coraggio, e non va esercitato nominando i presidenti della regione, laddove i presidenti della regione sono stati i massimi responsabili dello sfascio della sanità. Questo significa chiedere che il Mezzogiorno venga responsabilizzato; questo significa chiedere, attraverso un&#8217;assunzione di responsabilità, un&#8217;attenzione maggiore da parte del Governo nazionale verso il Mezzogiorno.<br />
Diceva bene chi mi ha preceduto: negli ultimi sette anni il PIL del Mezzogiorno è sempre cresciuto di meno rispetto al nord del Paese, e non accadeva dal dopoguerra, benché il divario tra Mezzogiorno e nord del Paese è oggi lo stesso che c&#8217;era nel dopoguerra. Il Mezzogiorno d&#8217;Italia è l&#8217;unica parte d&#8217;Europa dove non vi è stata la convergenza verso le parti più sviluppate del Paese. Solo nel Mezzogiorno questo si è determinato. Certo, si è determinato per una scarsa attenzione, per una scarsa sensibilità, per una volontà insufficiente da parte del Governo nazionale di intervenire, e anche in questo decreto-legge si rintraccia questo limite, ma si è determinato anche per un&#8217;incapacità dei gruppi dirigenti del Mezzogiorno nel rappresentarsi come gruppi dirigenti capaci di aprire stagioni di governo diverse per questa parte del Paese.<br />
In conclusione, noi abbiamo espresso delle criticità su questo decreto-legge e le ribadiamo; si tratta secondo noi di una manovra che sembra quella di un Governo che vuole attendere che la crisi passi da sé, che vuole disporsi in una condizione di attesa perché tanto tutti gli indicatori economici dicono che in Europa e nel mondo ormai la crisi sta vivendo la sua parte finale; quindi, è un Governo che continua a non intervenire in maniera incisiva sui saldi di finanza pubblica.<br />
Così come si è verificato in tutte la altre manovre fino ad oggi approvate dal Governo e in tutte quelle licenziate dal Parlamento, in tutte le manovre volte a finanziare gli interventi cosiddetti anticrisi, l&#8217;Italia ha speso complessivamente soltanto lo 0,2 per cento del prodotto interno lordo, mentre la Germania ha speso l&#8217;1,6, e persino l&#8217;Arabia Saudita ha speso il 3,3.<br />
A differenza però degli altri interventi, che pure erano chiamati anticrisi, quelli fatti dalla manovra triennale in poi nell&#8217;ultimo anno, in questo intervento manca qualsiasi attenzione verso le questioni strategiche, verso le questioni strutturali, che sono propedeutiche in qualche modo allo sviluppo, verso le questioni che bisogna affrontare per rilanciare lo sviluppo e preparare il Paese a ripartire quando ci saranno le condizioni per la ripartenza.<br />
Infatti, il tema oggi, non è solo o non è più solo quello di comprendere come fronteggiare la crisi. Noi siamo convinti, come molti altri (anche nel dibattito di oggi è emerso), che la crisi morderà ancora, nonostante gli indicatori che provengono dagli altri Paesi, nonostante qualche timido segnale che proviene anche dal nostro Paese, e che dopo l&#8217;estate molte piccole aziende italiane non riapriranno i battenti, e che i dati sull&#8217;occupazione saranno ancora più preoccupanti in autunno.<br />
Proprio oggi il CNEL stima un aumento dei disoccupati nel 2009 compreso tra i 270 mila e i 460 mila, con un tasso di disoccupazione che sfiorerebbe il 9 per cento. Ancora, sempre il CNEL ci dice che a pagare di più sarebbero i lavoratori autonomi, il cui numero diminuisce, e i precari, i lavoratori a termine che alla scadenza del loro contratto non lo hanno visto rinnovato.<br />
Negli anni passati noi abbiamo difeso la flessibilità del lavoro, ma chi difende come noi la flessibilità del lavoro deve avere poi il coraggio di prevedere che la flessibilità del lavoro sia difesa anche quando in situazioni di crisi la parte di lavoro che è più in difficoltà e in pericolo è il lavoro flessibile e precario.<br />
La crisi volge al termine ma vi sarà una coda dolorosa per tante aziende, per molti lavoratori e per moltissime famiglie. A me pare che, da un lato, non vi sia questo sforzo straordinario che sarebbe richiesto dalla straordinarietà della congiuntura e, d&#8217;altro lato &#8211; questo forse è il tema principale &#8211; non vi sia neanche l&#8217;attenzione a preparare il nostro sistema produttivo alla nuova partenza quando tra qualche mese vi sarà negli altri Paesi.<br />
Per la prima volta in questo decreto-legge rispetto agli altri non vi è niente che riguardi le infrastrutture; non vi è nulla sulla spesa in conto capitale per l&#8217;ammodernamento del Paese e delle sue parti che vanno maggiormente ammodernate. Non vi è nulla sugli investimenti in ricerca e sviluppo che pure la Confindustria ha chiesto insistentemente nelle settimane passate, domandando che fosse ripristinato il credito d&#8217;imposta per gli investimenti in sviluppo e ricerca. A nostro avviso, questi sono i provvedimenti che dovrebbe emanare un Governo che voglia avere l&#8217;ambizione di preparare il tessuto produttivo del nostro Paese a correre quando si potrà correre.<br />
Queste sono le criticità di una manovra che anche noi riteniamo minimalista. Ci dispiace che, ancora una volta, con questa manovra si prosegua come si è fatto nel corso dell&#8217;ultimo anno. La nostra preoccupazione, infine, è che la politica economica di questo Governo non abbia la capacità di arginare la crisi, ponendo in essere interventi che a volte hanno più il senso della creatività che il senso della soluzione dei problemi.<br />
Qualcuno nella discussione sulle linee generali ha richiamato i limiti dell&#8217;articolo 14 sulle riserve auree della Banca d&#8217;Italia. Tuttavia, credo che nessuno abbia detto che, se quell&#8217;articolo, soprattutto nella formulazione iniziale, fosse stato scritto da un altro Ministro dell&#8217;economia diverso da Tremonti, questo Ministro dell&#8217;economia sarebbe stato ricoperto di ridicolo. Tremonti ha anche la capacità di compiere errori e, tuttavia, di evitare che questi errori abbiano lo stesso effetto che avrebbero per altri.<br />
Noi ci lamentiamo soprattutto del fatto che fino ad oggi questo Governo e la sua politica economica non hanno avuto la capacità di pensare alla prospettiva del Paese. Si sono trincerati dietro la difesa dei saldi senza peraltro nemmeno ottenere gli obiettivi auspicati a causa della congiuntura economica, ma soprattutto non hanno avuto la capacità di individuare nelle scelte di politica economica gli atteggiamenti che sarebbero più appropriati per preparare il nostro Paese a riprendere la corsa quando questa crisi sarà davvero finita (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro e di deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori).</p>
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		<title>Question Time di Occhiuto sulla situazione di Alitalia</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 15:33:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertoocchiuto.it/wp-content/uploads/2009/07/alitalia-spunta-un-pretendente.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-652 alignleft" title="alitalia-spunta-un-pretendente" src="http://www.robertoocchiuto.it/wp-content/uploads/2009/07/alitalia-spunta-un-pretendente-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Question Time 15 luglio 2009 Interrogazione a risposta immediata (Iniziative per garantire un adeguato servizio di trasporto aereo, anche alla luce dei recenti disservizi riscontrati in relazione all&#8217;attività della compagnia aerea CAI-Alitalia &#8211; n. 3-00597)</p>
<p style="text-align: justify;">PRESIDENTE. L&#8217;onorevole Occhiuto ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00597, concernente iniziative per garantire un adeguato servizio di trasporto aereo, anche alla luce dei recenti disservizi riscontrati in relazione all&#8217;attività della compagnia aerea CAI-Alitalia (vedi l&#8217;allegato A &#8211; Interrogazioni a risposta immediata).</p>
<p style="text-align: justify;">ROBERTO OCCHIUTO. Signor Presidente, onorevole Ministro, nella nostra interrogazione chiediamo al Governo quali interventi voglia prevedere al fine di garantire ai passeggeri italiani la possibilità di volare con puntualità, con costi ragionevoli e con servizi che siano in linea con gli standard europei. Lo chiediamo perché siamo fortemente preoccupati dalle condizioni nelle quali versa Alitalia.<br />
È di qualche giorno fa un&#8217;inchiesta de L&#8217;espresso, che molti hanno letto, che riportava dati, per la verità confermati dall&#8217;associazione europea delle compagnie aeree, secondo i quali crescono le proteste dei passeggeri per i continui disagi, per i voli cancellati, per i ritardi ormai cronici, per le tariffe più alte, anche in considerazione dei servizi scadenti. Inoltre, le manutenzioni sarebbero svolte in Turchia, a Singapore e ciò metterebbe a rischio circa duemila posti di lavoro dei tecnici che dovrebbero occuparsi delle manutenzioni. Ci chiediamo, in sostanza, se non sarebbe stato meglio spendere diversamente questi tre miliardi di euro, invece di costruire un monopolio che dai dati dei primi cinque mesi del 2009 ha fatto perdere all&#8217;Alitalia 2 milioni 700 mila passeggeri.</p>
<p style="text-align: justify;">PRESIDENTE. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, ha facoltà di rispondere.</p>
<p style="text-align: justify;">ALTERO MATTEOLI, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, vorrei innanzitutto fornire all&#8217;interrogante, ma anche a tutti i deputati e ai cittadini italiani, una rassicurazione che ritengo sia prioritaria, anche a fronte delle seppure innegabili difficoltà che la nuova compagnia CAI ha incontrato nei suoi primi mesi di vita. Le disfunzioni riportate in un articolo pubblicato da un noto periodico, che lei ha citato anche nel testo dell&#8217;interrogazione, non hanno mai avuto riflessi sulla sicurezza del volo.<br />
Infatti, l&#8217;attività di controllo esercitata dall&#8217;Ente nazionale per l&#8217;aviazione civile (ENAC) sulla compagnia si concentra sulla sicurezza dei voli che non risulta &#8211; lo evidenzio &#8211; essere stata mai compromessa. I requisiti richiesti per il possesso dei certificati di operatore aereo, infatti, sono stati mantenuti e sono posti sotto l&#8217;attività di costante monitoraggio da parte dell&#8217;ENAC.<br />
Per quanto concerne, invece, i disservizi a bordo degli aeromobili Alitalia, che sono stati lamentati nell&#8217;interrogazione, l&#8217;azione di verifica e di controllo sulla società è stata seguita dall&#8217;ENAC che ha invitato CAI a ridurre i tempi di risoluzione di tali malfunzionamenti con riferimento, tra l&#8217;altro, ai servizi igienici e di conforto offerti.<br />
Per quanto riguarda le problematiche generali dei servizi CAI, come è noto, dall&#8217;inizio di maggio l&#8217;ENAC ha instaurato un tavolo tecnico di monitoraggio della puntualità e regolarità dei voli di Alitalia e di Air One, che si riunisce settimanalmente per esaminare i dati su ritardi, cancellazioni e inconvenienti tecnici che procurano disagi ai passeggeri. I risultati dei monitoraggi hanno inizialmente mostrato segnali di miglioramento sulla puntualità e sull&#8217;efficienza del servizio offerto da CAI.<br />
Al riguardo, si evidenzia che a breve CAI incontrerà i vertici di ENAC per valutare l&#8217;andamento dell&#8217;attività della compagnia ed individuare eventuali strategie di miglioramento. Con riferimento alle perplessità poste circa l&#8217;andamento economico-finanziario della compagnia si dà conto che nel progetto di bilancio relativo all&#8217;esercizio 2008 &#8211; che contiene, come è noto, dati sulla prevedibile evoluzione della gestione &#8211; nonostante il mutato scenario macroeconomico e l&#8217;aggressività dei competitor, la previsione del risultato di esercizio 2009 confermerebbe il livello di redditività previsto per il primo anno del piano industriale.</p>
<p style="text-align: justify;">PRESIDENTE. L&#8217;onorevole Occhiuto ha facoltà di replicare.</p>
<p style="text-align: justify;">ROBERTO OCCHIUTO. Signor Presidente, non posso dirmi soddisfatto della risposta del Ministro che ho apprezzato anche per la dovizia di dettagli, ma che mi pare sottovalutare anche la dimensione dei disservizi a cui CAI sta costringendo i cittadini italiani. È proprio di oggi la notizia della convocazione da parte del presidente dell&#8217;ENAC Vito Riggio &#8211; a cui faceva riferimento anche il Ministro &#8211; di Alitalia proprio in ragione delle continue lamentele in ordine alla qualità dei servizi anche a fronte delle tariffe. Riggio dice: «Sono preoccupato, i passeggeri non paghino i disagi dell&#8217;Alitalia». Ci fa sentire un po&#8217; insoddisfatti il fatto che il Governo sembri sottovalutare ciò, anche perché l&#8217;operazione Alitalia costò tre miliardi di euro.<br />
Oggi il Documento di programmazione economico-finanziaria ci dice che abbiamo un debito pubblico del 115 per cento, anche per effetto del costo di quell&#8217;operazione. Allora si diceva che si doveva salvare la compagnia di bandiera perché l&#8217;Italia aveva la necessità di averne una e che la nuova compagnia doveva essere lo strumento per incentivare il turismo. Ci chiediamo come si possa incentivare il turismo attraverso un monopolio che si è consolidato e che offre servizi scadenti anche a fronte di tariffe molto alte.<br />
Noi sostenevamo che quei tre miliardi di euro potevano essere più utilmente spesi in altre direzioni, ad esempio per aumentare il potere di acquisto delle famiglie proprio in considerazione della grave crisi. Ora pare evidente a tutti che probabilmente avevamo ragione. Il piano Alitalia sta di fatto fallendo i suoi obiettivi nei contenuti operativi e nei risultati. Vi è una perdita consistente di passeggeri che preoccupa anche in ordine agli squilibri di bilancio.</p>
<p style="text-align: justify;">PRESIDENTE. La prego di concludere.</p>
<p style="text-align: justify;">ROBERTO OCCHIUTO. Riteniamo che il Governo debba porre maggiore attenzione a questo problema perché ha impiegato tante risorse e tante energie sul salvataggio di Alitalia, ma salvare Alitalia significa anche garantire ai passeggeri e ai cittadini italiani una qualità dei servizi che meriti in qualche modo lo sforzo compiuto.</p>
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		<title>Interventi Camera</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 18:48:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Intervento Camera del 29 ottobre 2008 Seduta n° 74 &#8211; Disegno di legge: Disposizioni per lo sviluppo e l&#8217;internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia (A.C. 1441-ter-A) (Seguito della discussione). 
Signor Presidente, l&#8217;articolo 5 riguarda la riforma degli interventi per la reindustrializzazione, la ricerca e lo sviluppo, però, pur riguardando lo sviluppo, non contiene al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Intervento Camera del 29 ottobre 2008 Seduta n° 74 &#8211; Disegno di legge: Disposizioni per lo sviluppo e l&#8217;internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia (A.C. 1441-ter-A) (Seguito della discussione). <a href="http://video.camera.it/video.aspx?id=186495"><img class="alignleft size-full wp-image-258" title="bt_play_video" src="http://www.robertoocchiuto.it/wp-content/uploads/2008/10/bt_play_video.gif" alt="" width="49" height="21" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Signor Presidente, l&#8217;articolo 5 riguarda la riforma degli interventi per la reindustrializzazione, la ricerca e lo sviluppo, però, pur riguardando lo sviluppo, non contiene al suo interno la parola «Mezzogiorno».<br />
So che questo dibattito ha animato ed appassionato l&#8217;Aula qualche ora fa e che è intervenuta una riformulazione di un emendamento presentato da un gruppo politico, che chiedeva che nell&#8217;articolo vi fosse la parola «Mezzogiorno», però ho registrato quasi una preoccupazione, da parte della maggioranza e del Governo, rispetto all&#8217;ipotesi che in questo articolo fosse contenuta la parola «Mezzogiorno», nonostante il deficit di sviluppo che vi si riscontra e nonostante che, come ha richiamato anche l&#8217;onorevole Scajola e come ha affermato autorevolmente il governatore Draghi qualche settimana fa, proprio il Mezzogiorno rappresenti la parte del Paese che può aiutare maggiormente l&#8217;intero Paese nella crescita del PIL.<br />
Ora, vorrei ricordare quanto già altri colleghi hanno evidenziato prima: questo Governo ha impegnato e continua ad impegnare le risorse del FAS, che sono risorse aggiuntive per lo sviluppo, per interventi che nulla hanno a che fare con lo sviluppo del Mezzogiorno. In questo articolo, poi, è prevista anche la cancellazione di un&#8217;altra norma di una legge finanziaria precedente, che prevedeva interventi a favore dei laureati delle regioni del Mezzogiorno, investendo sul capitale cognitivo di quelle regioni.<br />
Signor Presidente, onorevole Ministro &#8211; se ha la bontà di ascoltarmi -, non voglio fare il solito intervento di chi rivendica le ragioni di una parte del territorio contro un&#8217;altra parte del territorio, di una parte del Paese contro un&#8217;altra parte del Paese, anzi ho coscienza del fatto che il Mezzogiorno paga un prezzo dovuto in qualche modo anche all&#8217;insufficienza dei propri gruppi dirigenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma chi governa il Paese, signor Ministro, e chi ha la responsabilità dello sviluppo nel Governo del Paese deve avere il coraggio di non utilizzare le responsabilità di quanti hanno amministrato male il Mezzogiorno come pretesto per distogliere interesse e finanziamenti alla parte del Paese che ha più necessità di sviluppo. È questo il punto, perché, altrimenti, faremmo pagare due volte ai cittadini del Mezzogiorno la stessa colpa, ossia le colpe degli amministratori di alcune regioni del sud.<br />
Credo che ciò non sia giusto. Il punto, però, signor Ministro, è che lei diceva prima, nel suo intervento, che non ci sono elezioni alle porte e che, quindi, probabilmente, non c&#8217;è la necessità di agitare gli interessi di una parte contro quelli di un&#8217;altra parte; mi pare, però, che il Governo stia ragionando come se ancora ci fossero le elezioni alle porte, perché non vi è interesse verso il Mezzogiorno, perché il Mezzogiorno non è più popolare nell&#8217;opinione nazionale e perché il Mezzogiorno è percepito, proprio forse per le responsabilità di chi lo ha amministrato, come il luogo dove si ammassano i rifiuti o dove si alimenta la mala politica.<br />
Riteniamo che un Governo che voglia utilizzare le categorie della responsabilità non debba inseguire l&#8217;opinione prevalente, ma debba lavorare nella direzione di potenziare gli investimenti proprio laddove gli investimenti sono più necessari.<br />
Un&#8217;ultima cosa: questo dovrebbe essere il Governo del federalismo.</p>
<p style="text-align: justify;">La vostra dovrebbe essere la maggioranza che vuole il federalismo. Mi domando come si possa chiedere il federalismo e poi non investire risorse laddove è più utile che si ampli la base fiscale.<br />
Per queste ragioni, su questo articolo, pur riscontrando che alcune proposte emendative, che pure sono venute dall&#8217;onorevole Formisano, sono state accolte e giudicate positivamente, proprio perché il Governo e la maggioranza non hanno avuto il coraggio di parlare del Mezzogiorno, preannunciamo il nostro voto contrario.</p>
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