Presentato in aula OdG sul credito d’imposta

Assemblea 27 luglio 2009, seduta n.209
ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. 9/02561-A/134
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Signor Presidente, in merito alla materia trattata da questo ordine del giorno, credo che l’accoglimento da parte del Governo come mera raccomandazione sia insufficiente. Noi abbiamo chiesto, già in sede di esame del decreto anticrisi, che ci fosse un impegno preciso nella direzione di ripristinare il credito d’imposta per gli investimenti in ricerca da parte dell’impresa e per modificare questo credito d’imposta affinché non venisse erogato in ragione di criteri cronologici. A maggio, quando il credito di imposta in questione è stato erogato, in 35 secondi sono state esaurite tutte le domande.
Noi chiediamo, con questo ordine del giorno, che le risorse vengano assegnate sulla base della qualità dei progetti.
Inoltre abbiamo chiesto anche che ci fossero, da parte del Governo, risorse aggiuntive per investimenti in ricerca nel Mezzogiorno. L’ultimo rapporto dello Svimez ha detto al Paese quanti giovani laureati stanno abbandonando il Mezzogiorno e stanno trasferendosi nelle regioni del Nord per costruire i gruppi dirigenti che mancano al Mezzogiorno d’Italia.
La dimensione di questo fenomeno ci dice, onorevole Viceministro, che su questo argomento una semplice raccomandazione non basta (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro).

Il testo dell’Ordine del Giorno
presentato da  ROBERTO OCCHIUTO testo di lunedì 27 luglio 2009, seduta n.209
La Camera,
premesso che:
la Finanziaria 2007 ha istituito un credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo per il periodo 1o gennaio 2007 – 31 dicembre 2009 da concedere a tutte le imprese operanti in tutti i settori di attività escluse le imprese in difficoltà;
la stretta sui bonus agevolativi introdotta dal decreto-legge n. 185 del 2008, ai fini del contenimento della spesa pubblica sui crediti d’imposta, è pesata sul bonus ricerca per oltre un miliardo di euro;
il 6 maggio scorso sono state presentate in via telematica 45 mila domande per usufruire di tale agevolazione ma dopo soli trentacinque secondi i fondi (un miliardo e 627 milioni) risultavano già esauriti;
il 76 per cento dei contribuenti che hanno partecipato alla competizione è stato escluso e non più di 7 mila imprese si sono accaparrate i fondi per sostenere gli investimenti in ricerca e sviluppo dal 2008 al 2011.
delle 45 mila domande, ne sono state scartate circa 15 mila che rappresentavano un duplicato di altri formulari, mentre sarebbero oltre 10 mila le imprese che, sempre alla data del 29 novembre 2008, avevano intrapreso investimenti e che ora si sono viste negare l’agevolazione per carenze di fondi;
si tratta di investimenti già avviati e il cui credito d’imposta negato dalle entrate, con un importo variabile fra il 10 per cento ed il 40 per cento della spesa, vale 700 milioni di euro. A questi, poi, se ne devono aggiungere almeno altri 350, negati alle imprese che hanno avviato investimenti dopo il 29 novembre 2008;
la procedura impiegata dall’Agenzia delle entrate ha vincolato l’accesso al bonus esclusivamente alla rapidità di invio della richiesta non tenendo conto della qualità e della bontà dei progetti presentati;
è opportuno rimarcare l’importanza che riveste la ricerca per lo sviluppo del Paese e per affrontare la crisi;
come segnalato dal Rapporto Svimez 2009 il livello della migrazioni di giovani laureati verso il Nord è tornato ai livelli di qualche decennio fa per il combinato disposto della crisi economica e delle croniche difficoltà delle imprese meridionali ad assorbire il capitale umano proveniente dal loro territorio;
le stime parlano di circa 700 mila persone che hanno abbandonato il Mezzogiorno nel 2008,

impegna il Governo:

a rivedere il sistema di assegnazione del credito d’imposta per la ricerca, svincolando l’ammissione all’agevolazione da procedure basate sulla velocità di invio delle domande e puntando sulla qualità dei progetti;
a reperire nuove risorse finanziarie da destinare a tale agevolazione valutando l’opportunità di prevedere, all’interno delle risorse destinate al credito di imposta, una quota maggioritaria destinata alle imprese del Meridione al fine di sostenerne i programmi e gli investimenti nella ricerca e nell’innovazione presentati dalle imprese quale strumento per favorire l’occupazione e contrastare l’esodo del capitale umano dalle regioni del Sud.

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