Presentata una Proposta di legge sul divieto di propaganda elettorale per i sospettati di associazioni mafiose

L’obiettivo del provvedimento è troncare l’intreccio delinquenza, politica e malaffare che rende, a volte, vulnerabili le Istituzioni.

Partendo da un’idea del “Centro Studi Regionale Giuseppe Lazzati”, ho pensato di proporre una disciplina adeguata per il sorvegliato speciale – quella persona sospettata di appartenere ad associazioni mafiose – che per legge, non può votare e non può essere eletta, però, può svolgere normalmente attività di propaganda elettorale.

Il provvedimento, se verrà approvato dal Parlamento, impedirà a questi soggetti di svolgere propaganda elettorale, in favore o meno, di candidati e simboli, con qualsiasi mezzo, direttamente o indirettamente. Sia per il sorvegliato speciale che per il candidato coinvolto, la punizione al reato dovrebbe essere la reclusione da uno a sei anni.

L’ultimo articolo della proposta, inoltre, stabilisce che con la eventuale sentenza di condanna passata in giudicato, il Tribunale dichiara il candidato ineleggibile e, nel caso sia stato eletto, ne provoca la decadenza.

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