Intervento su mozioni concernenti iniziative relative alla presenza di navi con carichi di rifiuti tossici affondate in prossimità delle coste italiane.
Intervento Roberto Occhiuto su “Seguito delle mozioni concernenti iniziative relative alla presenza di navi con carichi di rifiuti tossici affondate in prossimità delle coste italiane” – Aula 11 novembre 2009.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l’onorevole Occhiuto per nove minuti. Ne ha facoltà.
ROBERTO OCCHIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la discussione di oggi prende le mosse da un episodio, ovvero il ritrovamento di un relitto nel mare Mediterraneo; tuttavia dovremmo considerare che la discussione di oggi deve prendere le mosse da una questione e non solo da un episodio. Se, infatti, questa discussione fosse stimolata da quell’episodio, come ha detto il sottosegretario, e i rilevamenti compiuti dal Governo e dalla nave Mare Oceano hanno dimostrato che quel relitto non è quello della Cunsky, ma di un’altra nave, ovvero non è il relitto di una nave dei veleni, se così fosse, la discussione di oggi sarebbe inutile, persino grottesca, ovvero non a livello della dignità di quest’Aula e non in linea con il rigore delle discussioni che debbono impegnare il Parlamento.
Il punto è che la mozione oggi in discussione vuole affrontare non quell’episodio, ma la questione più volte accertata da diverse procure relativa all’affondamento di rifiuti tossici e radioattivi e all’interramento di quei rifiuti in varie realtà del nostro territorio negli anni in cui una vera coscienza ambientale su questo problema non c’era. Per cui era molto più semplice smaltire dei rifiuti che poi provocassero danni straordinari alla salute delle popolazioni e delle generazioni future sui luoghi dove venivano smaltiti i rifiuti stessi.
Vorrei che fosse chiaro che oggi non discutiamo più del problema, in quanto ormai è superato e ne siamo contenti; tuttavia siamo preoccupati del fatto che sia stato superato con qualche ritardo da parte del Governo. Vorrei ricordare che quel relitto fu scoperto dalla procura di Paola che chiese alla regione di fotografare il contenuto di questo relitto. La regione lo fece a proprie spese e dalle foto proposte dalla procura e dalla regione sembrò che il contenuto di quella nave consistesse in fusti e bidoni potenzialmente pericolosi e nocivi.
La procura, la regione, i giornali e le televisioni nazionali diedero grandissima enfasi a quella notizia. Vennero riportate alla luce le dichiarazioni di pentiti e di collaboratori di giustizia – ne faceva prima cenno l’onorevole Tassone – che avevano confermato anche le denuncie di Legambiente, la quale aveva sostenuto che decine e decine di navi fossero state affondate nei fondali del Mediterraneo.
Questa notizia ha fatto il giro del mondo e ha occupato anche le pagine di giornali nazionali, arrecando un danno straordinario – lo diceva il sottosegretario – anche all’economia del luogo che è povera e che si fonda sul turismo. Questa notizia è intervenuta mentre i tour operator dovevano comprare anche i posti letto nelle zone interessate al ritrovamento di questo diritto. È un’economia che si fonda sulla pesca e, quindi, questa notizia e questo episodio hanno già provocato un danno straordinario.
Ora, noi non vorremmo che, accertato che questo relitto non è la nave dei veleni, calasse una cortina di silenzio sul problema, che invece continua ad esserci anche nelle regioni del sud, in Campania e in Calabria. Vorrei ricordare che nella provincia di Crotone su alcuni siti radioattivi sono stati costruiti caserme e asili. Sono fatti accertati dalle procure del luogo. Allora, se non vogliamo utilizzare questa occasione per compiere un rito che sarebbe anche grottesco dopo gli accertamenti del Ministero, dobbiamo assumere l’impegno a continuare nella direzione di stroncare questo odioso traffico di rifiuti radioattivi, di rifiuti nocivi, spesso avvenuto con la complicità della mafia, che quando è complice di queste cose dimostra di essere ancora peggio di quello che spesso sembra, perché non si limita ad uccidere, ma uccide il territorio, la speranza e la vita anche delle generazioni future.
L’auspicio è che il Governo voglia davvero onorare gli impegni contenuti nella parte dispositiva della mozione. Vorrei ricordare – lo dico senza fare polemiche – che gli accertamenti sulla natura di questo relitto sono avvenuti dopo oltre un mese dal ritrovamento del relitto stesso, che su questa vicenda il Governo non ha avuto la stessa attenzione che ha dimostrato su altre questioni, come per esempio per i rifiuti di Napoli. I rifiuti tossici e radioattivi – l’ho detto sempre in quest’Aula in un’altra occasione – forse sono meno antiestetici, perché non si vedono, sono interrati o sott’acqua, sicuramente non sono maleodoranti, ma sono più pericolosi, perché uccidono. Allora, ci saremmo aspettati un intervento più veloce da parte del Governo e ci aspettiamo anche una presa di posizione collegiale dello stesso. Questa non è un’attività – lo diceva Tassone – che può riguardare solo il Ministero dell’ambiente. Non c’è più la Cunsky, quella nave non è la nave dei veleni, ma continuano ad esserci dei casi irrisolti in questo Paese. Mi riferisco all’omicidio di Ilaria Alpi, alla morte sospetta del capitano De Grazia, a tutte quelle inchieste che hanno verificato come pezzi deviati dello Stato, dei servizi segreti, negli anni passati abbiano contribuito, insieme ai poteri criminali, a fare in modo che questi rifiuti fossero dolosamente, colpevolmente, in maniera criminale, smaltiti dove mai avrebbero dovuto essere smaltiti.





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