Passa alla Camera la proposta di legge sul divieto di svolgimento di propaganda elettorale per le persone sottoposte a misure di prevenzione
La camera ha approvato il disegno di legge proposto da me insieme ad altri deputati per vietare lo svolgimento di propaganda elettorale per le persone sottoposte a misure di prevenzione (A.C. 783-825-954-972-1767-A).
Segue il mio intervento in aula sulla discussione generale e sulla dichiarazione finale voto.:
Discussione sulle linee generali – A.C. 783-A ed abbinate
Aula – 24 febbraio 2010
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l’onorevole Occhiuto. Ne ha facoltà.
ROBERTO OCCHIUTO. Signor Presidente, le chiedo preliminarmente di volermi segnalare quando avrò parlato per cinque-sei minuti perché vorrei contenere i tempi del mio intervento per rendere più agevole l’approvazione di questo provvedimento oggi stesso.
Si tratta di un provvedimento al quale anche noi abbiamo partecipato perché è un testo unificato comprensivo di più proposte di legge una delle quali è stata firmata dal sottoscritto e dall’onorevole Tassone.
Non è un caso che molti parlamentari che hanno proposto i testi oggi in discussione in Aula provengano dal Mezzogiorno, dal sud, perché è vero ciò che ha affermato l’onorevole Stracquadanio: il problema delle cointeressenze tra la politica e le mafie non riguarda solo il Mezzogiorno, ma in alcune regioni, soprattutto nel Mezzogiorno, il peso e la pervasività delle mafie e delle organizzazioni criminali rende assai difficile l’esercizio della rappresentanza ed il lavoro delle istituzioni. Lo hanno proposto molti parlamentari del Mezzogiorno perché sono quelli che vivono in queste regioni e che conoscono quanto importante e decisiva per lo sviluppo di questi territori sia l’attività di contrasto della mafia, a cominciare dai comportamenti che riguardano la politica.
È un testo però che, benché sia stato proposto anche nelle altre legislature, non ha mai visto la luce. Va dato atto oggi alla determinazione dell’onorevole Napoli e della presidente Bongiorno se questo testo è in discussione in Aula. Non ha mai visto la luce nelle legislature precedenti perché nelle legislature precedenti si è fatto prevalere il livello delle obiezioni, che sono un po’ le obiezioni che l’onorevole Stracquadanio prima ha illustrato ed ha argomentato nel suo intervento. Si è detto negli anni passati, ma anche nei mesi passati, quando si discuteva del provvedimento in esame, che questa norma potrebbe prestarsi ad un uso strumentale. Si è fatto l’esempio del candidato inconsapevole, di cui, per esempio, a causa di una macchinazione politica, possano trovarsi i volantini – senza sua responsabilità, perché qualcuno ce li mette – nel covo di qualche latitante. Ma dov’è questo uso strumentale, se nel testo che oggi discutiamo si prevede che la responsabilità del candidato debba essere accertata con una sentenza definitiva? Dov’è questo uso strumentale, se nel testo oggi in discussione si prevede che il candidato debba avere consapevolmente richiesto lo svolgimento di campagna elettorale ai mafiosi? Richiesto, onorevole Stracquadanio, e non semplicemente accettato. Lei ha svolto gran parte del suo intervento, basandosi sul testo originario, poi modificato proprio in ragione dell’invito ad apportare talune modifiche pervenuto dalla I Commissione.
Nel testo che oggi andremo ad approvare non si dice più che è colpevole il candidato che richiede oppure che accetta: si dice che è colpevole il candidato che, con sentenza definitiva, si accerti abbia richiesto di svolgere campagna elettorale alla mafia, avendo conoscenza diretta ed inequivocabile del fatto che colui al quale è stata richiesta la campagna elettorale è stato a sua volta condannato con sentenza definitiva per mafia. Dov’è allora questo possibile uso strumentale?
Un’altra obiezione che pure l’onorevole Stracquadanio ha argomentato nel suo intervento riguarderebbe la sufficienza dei codici etici. Si dice – non solo lui, ma tanti dicono – che basterebbe che i partiti selezionassero classi dirigenti nelle liste attraverso codici etici. Ma chi afferma queste cose, non conosce il modo di procedere della ‘ndrangheta, della camorra e della mafia, che, quando decidono di puntare su un candidato, spesso decidono di puntare sugli incensurati, su coloro che passerebbero indenni al vaglio di qualsiasi codice etico. I codici etici quindi – e concludo, onorevole Presidente – non bastano. Ma non vi è neanche una lesione dei diritti civili e delle libertà proprio perché si parla di sentenza passata in giudicato. E allora la legge sullo scioglimento dei consigli comunali? Quella sì colpisce tutti i consigli comunali, quelli che hanno avuto responsabilità nel rapporto con le organizzazioni criminali e quelle che tali responsabilità non hanno avuto. Questa legge almeno colpisce solo quelli che hanno richiesto alla mafia che si faccia campagna elettorale.
Non è una legge contro le libertà, ma, al contrario, è una legge per assicurare la libertà a quei territori, soprattutto del Mezzogiorno, che la libertà dalle mafie non hanno e che vorrebbero una politica che sia capace di conquistarla per loro.
Per questa ragione siamo contrari all’accantonamento di questo provvedimento e ci auguriamo che l’Assemblea, in maniera bipartisan, sappia coglierne il senso e sappia dimostrare che le liste pulite le vogliamo tutti, non solo perché dichiariamo di volerle, ma perché abbiamo il coraggio di atti legislativi concreti che conducono a produrre delle liste pulite (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro).
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(Dichiarazioni di voto finale – A.C. 783-A e abbinate)
Aula – 24 febbraio 2010
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l’onorevole Occhiuto. Ne ha facoltà.
ROBERTO OCCHIUTO. Signor Presidente, solo qualche minuto fa nel mio intervento in sede di discussione sulle linee generali ho argomentato le ragioni per cui voteremo a favore di questo provvedimento.
Voteremo a favore di questo provvedimento senza incertezze e senza timidezze, rimanendo autenticamente garantisti. Riteniamo, infatti, che non ci sia alcuna lesione dei diritti civili e delle libertà, anzi ci stupiamo che qualcuno ne parli, perché gli effetti di questo provvedimento si producono solo in presenza di una sentenza definitiva. Quindi, di cosa parliamo?
Allora, cosa dire della legge sullo scioglimento dei consigli comunali che colpisce tutti i consiglieri, sia quelli che hanno avuto rapporti con la mafia, sia quelli che non hanno avuto tali rapporti?
Questo provvedimento almeno colpisce quelli che deliberatamente hanno richiesto ai mafiosi un sostegno in campagna elettorale. Non si tratta, quindi, di dividersi tra garantisti e giustizialisti, ma neanche di nascondersi dietro un garantismo di facciata e di nascondere dietro a ciò un eccesso di zelo nella tutela delle garanzie della politica e di quanti fanno politica.
Se si trattasse di scegliere tra questo garantismo di facciata e questo eccesso di zelo nella difesa e nella tutela delle garanzie dei politici e i diritti e le libertà dei cittadini che, soprattutto in alcune parti del Paese, vivono l’assenza di libertà e la negazione dei diritti a causa della presenza così assillante della mafia e della incapacità della politica di contrastare la mafia, allora non avremmo alcuna difficoltà a scegliere, tra queste due cose, ovvero l’approvazione di questo provvedimento così come facciamo, ritenendo questo testo necessario.
Tutti sappiamo che i partiti in prossimità di ogni campagna elettorale licenziano dei codici etici che dovrebbero schermare la politica da ogni complicità con la ‘ndrangheta, la mafia e la camorra. Tutti, però, verifichiamo, dopo ogni campagna elettorale, quanto questi codici etici non siano stati sufficienti a raggiungere questo obiettivo.
La mafia, la ‘ndrangheta e la camorra spesso, quando debbono scegliere chi sostenere alle elezioni, facendo leva anche sulla competizione che le elezioni genera, sostengono quelli che sono capaci di passare indenni il vaglio dei codici etici dei partiti.
Per questo motivo, il testo oggi in esame è necessario. Avendo espresso le nostre ragioni insieme al collega Tassone in sede di discussione sulle linee generali, concludo dicendo che è un testo che ha il pregio di rendere inutilizzabili i voti della mafia.
Spesso in campagna elettorale si ascolta quanti dicono che tutti i voti sono uguali, che i voti non hanno odore. Spesso questo diventa un alibi per ricercare voti in qualsiasi contesto. Ebbene, con questa legge si dice che i voti ottenuti dalla mafia sono voti che determinano la decadenza dei politici, sono voti inutili e controproducenti per chi è impegnato in campagna elettorale. Questo è il pregio del testo che oggi approviamo, quello di dimostrare che c’è una politica che non vuole più ritenere che tutti i voti siano legittimi, ma ci sono alcuni voti che uccidono la speranza di certi territori. A quanti lamentano che in questo testo ci sarebbe, attraverso un uso strumentale della norma, la possibilità di una lesione dei diritti e delle libertà dei candidati, vorrei far presente che l’esercizio delle elezioni attraverso le candidature e i candidati è innanzitutto un esercizio utile ad affermare i diritti e le libertà dei cittadini, che soprattutto in alcune parti del Paese vorrebbero una politica coraggiosa al punto da rinunciare ad un eccesso di zelo nella difesa delle proprie garanzie, se a questa rinuncia può corrispondere una norma capace di aiutare anche i partiti e i politici a fare in modo che non si faccia di tutte le erbe un fascio e che anche nelle regioni del Mezzogiorno si possa dire che c’è una politica che rifiuta certi voti, perché non è vero che certi voti non hanno odore (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro).




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