In questa settimana mi sottoporrò al test antidroga volontario per i parlamentari
Avverto qualche disagio nel constatare continuamente quanto sia scaduto il prestigio delle istituzioni e della politica nella pubblica opinione, soprattutto a causa dei pessimi esempi proposti ai cittadini proprio dagli uomini della politica e delle istituzioni (escort, trans, droghe). Ma, quando ho scelto di cominciare questa esperienza sapevo di avere iscritto il mio nome nella lista di una categoria non troppo amata dalla gente. Credo lo sappiano anche quelli che, come me, scelgono ogni giorno di continuare a svolgere la loro funzione nella politica del Paese: per questo trovo incomprensibile che alcuni invochino il diritto dei parlamentari a non sottoporsi al test antidroga. Lo giudico sbagliato perché penso che sia, invece, un dovere di chi occupi livelli apicali nelle istituzioni e nell’amministrazione dello Stato (parlamentari, sindaci, consiglieri regionali, dirigenti pubblici) dimostrare se facciano uso di droghe oppure no.
Chi non è responsabile verso gli altri può decidere di fare ciò che vuole, ma chi ha una funzione pubblica deve accettare di avere qualche prerogativa in meno.
Per questo, nei prossimi giorni, mi sottoporrò, come sicuramente faranno tanti altri parlamentari e come ha già fatto il Pier Ferdinando Casini, al test antidroga volontario.
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