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Si cerca di affondare la BCC di Cosenza

La Banca di Credito Cooperativo di Cosenza non ha ottenuto dal fondo di garanzia – Federazion e nazionale Banca di Credito Cooperativo, il contribuito di capitale richiesto di 10 milioni, necessario per il rilancio dell’istituto. Un’esclusione che a parere dei deputati dell’Udc, Roberto Occhiuto e Angelo Cera che appare ingiustificata, perché l’azione dei commissari (la cui gestione scadrà il prossimo 6 novembre) ha condotto la banca sulla via del pieno risanamento, sia perché il caso di Cosenza presenta una situazione e numeri assai migliori rispetto ad altre realtà che, invece, presentavano irregolarità gestionali, mancanza di controlli e maggiori rischi e che comunque sono state salvate.I deputati hanno deciso così di presentare un’interrogazione al Ministro dell’Economia e delle Finanze, perché le dichiarazioni di politici locali, dietro il diniego del prestito vi sarebbe il disegno della Banca Sviluppo, che, dopo aver già acquisito la BCC di San Vincenzo, vorrebbe accorpare, a costo zero e senza alcun esborso, anche la banca di Cosenza. La BCC di Cosenza rappresenta il fulcro su cui si regge la Federazione regionale, per cui con l’acquisizione della BCC di Cosenza da parte della Banca Sviluppo, di fatto, verrebbe soppressa la Federazione regionale calabrese delle Bcc, per consegnare il sistema calabrese alla Federazione pugliese, il cui uomo forte è lo stesso che dirige il Fondo di garanzia – Federazione nazionale Bcc. Occhiuto e Cera chiedono quindi al Ministro Tremonti di attivarsi per il salvataggio della Bcc di Cosenza anche con soluzioni finalizzate a valorizzarne l’autonomia, salvaguardando in tal modo un patrimonio ormai secolare del territorio cosentino e calabrese.

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