Ordine del Giorno sui beni confiscati

Ordine del Giorno sui beni confiscati (Aula 16 dicembre 2009)

AULA – 16 dicembre 2009 

Esame degli ordini del giorno – A.C. 2936-A 

Ordine del giorno Occhiuto n. 9/2936-A/137 

ROBERTO OCCHIUTO. Signor Presidente, chiedo un pronunciamento dell’Aula con un voto su questo ordine del giorno, che riguarda la tanto dibattuta questione della vendita dei beni confiscati alla mafia. 
Questa è una norma che abbiamo contrastato insieme a tutte le associazioni che si occupano di lotta alla mafia non con le parole, ma con i fatti, spesso gestendo questi beni per fini sociali e dimostrando, anche nelle zone dove il peso delle organizzazioni criminali è più pervasivo, che in quelle aree non c’è solo mafia. 
Però con l’ordine del giorno in esame non chiediamo chiaramente, perché non si può fare con tale strumento, la cancellazione di questa norma. Chiediamo soltanto di ridurre, in qualche modo, il danno di questa norma. Infatti, nell’ordine del giorno abbiamo previsto che si disponga che i comuni che dovessero esercitare il diritto di prelazione sull’acquisto di questi beni si impegnino a non rivenderli per 20 anni e a utilizzarli per finalità sociali. 
Chi si occupa di lotta alla mafia o chi, più semplicemente, vive in alcune zone del Paese dove è tragicamente presente questo problema sa che una norma, come quella contenuta nel disegno di legge finanziaria, che prevede per i comuni la possibilità di acquistare questi beni potrebbe indirettamente tradursi in una sorta di incentivo alla mafia, affinché si infiltri nei comuni stessi. 
Con questo ordine del giorno abbiamo tentato di porre l’attenzione su questa vicenda, almeno temperando la norma contenuta nel disegno di legge finanziaria. 
In conclusione, vorrei rivolgermi anche al Governo: chiunque sia in buona fede in quest’Aula e fuori di essa deve riconoscere che i risultati ottenuti dalle forze dell’ordine e dal Ministro Maroni in ordine all’attività di repressione della mafia – mi riferisco alle numerose catture di latitanti, anche di primo piano – sono risultati apprezzabili, che fanno onore alle forze dell’ordine e che credo vadano ascritti anche a merito del Governo e del Ministero dell’interno. 
La vostra chiusura, però, rispetto ad un ordine del giorno come quello che abbiamo proposto, che, ripeto, mira semplicemente a temperare la norma, potrebbe dare a chi non è in buona fede la sensazione che questa norma serva indirettamente a fare un grosso favore alle organizzazioni mafiose. 
Non credo vi sia malafede, ma solo superficialità, forse un difetto di conoscenza dei problemi che vivono alcune parti del Paese dove questo fenomeno è più presente. 
Pertanto, invito il Governo a riconsiderare il parere, perché l’effetto di questa norma, così com’è scritta, rischierebbe davvero di essere devastante dove la mafia, le organizzazioni criminali hanno già dimostrato di tenere particolarmente al patrimonio. Dare la possibilità, attraverso dei prestanome, a tali organizzazioni di entrare di nuovo in possesso di questi beni, significa permettere alla mafia di dire che essa in certe zone del Paese è più forte dello Stato.

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